Lavoratori ex Auchan, arriva la stangata: più di 500 bresciani in cassa integrazione

Chiesta la cassa integrazione per oltre 5mila lavoratori ex Auchan in tutta Italia: solo in provincia di Brescia sono più di 500, a cui si aggiungono gli 800 fuori dagli accordi

Ci sono anche più di 500 lavoratori bresciani, dipendenti degli ex supermercati Auchan ora acquisiti dal Gruppo Margherita (che fa capo alla Conad), che da qui alla fine dell'anno saranno in cassa integrazione. La notizia è trapelata solo poche ore fa: la cassa integrazione straordinaria richiesta da Conad riguarda il 60% dei dipendenti ex Auchan in tutta Italia, in tutto 5.323 salariati su un totale di 8.873, in oltre 110 punti vendita sulla penisola.

Nell'ambito dell'acquisizione dei supermercati Auchan da parte di Conad, non tutti i punti vendita sono stati inseriti nell'affare. Alcuni di questi, anche in Lombardia, sono passati di mano al gruppo francese Carrefour: in tutto 27 negozi nella sola provincia di Milano. Ma il destino è ancora incerto per tutti quelli che non sono stati acquisiti: solo nel Bresciano si parla di 13 punti vendita, per un totale di oltre 800 dipendenti.

Destino incerto per migliaia di lavoratori

Da tempo operai e sindacati sono in mobilitazione: a Brescia e provincia i supermercati Auchan erano 28, e occupavano più di 1.200 lavoratori. E' da mesi ormai che i sindacati chiedono garanzie sul numero di occupati e sulla produttività. A livello nazionale Conad ha promesso la continuità lavorativa per circa 13mila dipendenti, tra cui il riassorbimento di 2mila e 500 lavoratori che rischiavano l'esubero. Nelle ultime settimane però sono stati annunciati licenziamenti per più di 800 dipendenti, tra cui 47 occupati all'Auchan di Roncadelle.

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Con l'acquisizione di Auchan Italia, il marchio Conad diviene il primo gruppo italiano della distribuzione commerciale, con una quota di mercato di oltre un quinto (più del 20% del totale) e un fatturato vicino ai 17 miliardi di euro. E' un sorpasso storico al marchio Coop, che nel 2018 fatturava circa 15 miliardi di euro: a completare il podio il gruppo Esselunga, che nel 2018 registrava vendite di poco inferiori agli 8 miliardi.

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