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A2A, un 2011 da dimenticare? Perdita d’esercizio pari a 420 milioni

Il Consiglio di Gestione presieduto da Giuseppe Sala ha approvato il risultato del 2011: ricavi quasi a 6,2 miliardi, margine operativo lordo di 942 milioni. E sui dividendi: "Più di così non si poteva proprio fare"

Dalla dirigenza un messaggio chiaro, il management ha fatto un buon lavoro. Il Consiglio di Gestione di A2A ha approvato in data 23 marzo 2011 il bilancio separato e la relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2011: prossimo passaggio l’approvazione definitiva da parte del Consiglio di Sorveglianza, in riunione straordinaria il prossimo 26 aprile. Dati alla mano, ecco il risultato 2011: ricavi a quota 6.2 miliardi, in crescita del 2.6%, margine operativo lordo a quota 942 milioni (-9.4%), risultato operativo netto a 301 milioni (-39.6%).

Di tutti questi numeri resta anche l’utile netto, o meglio la perdita: meno 420 milioni di euro, dopo le svalutazioni di quasi 650 milioni legate all’accordo Edison. E dividendi crollati di quasi sei volte, da 6 a 1.3 centesimi. “Più di così non si poteva proprio fare – ha dichiarato Giuseppe Sala, presidente del Consiglio di Gestione almeno fino alla fine di maggio – I conti, al netto delle svalutazioni, non mi sembrano poi così cattivi”.

“A2A ha comunque bisogno di un ripensamento strategico. In particolare in vista degli obblighi di legge secondo i quali gli enti locali dovranno scendere nell’azionariato: i Comuni azionisti dovrebbero essere indotti a qualche riflessione. Potrebbero arrivare al 20/30%, pensando al coinvolgimento di altri soci istituzionali”.

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