Ragazza grave in ospedale per un'infezione: un altro caso dopo Veronica?

Massima attenzione per le condizioni di una ragazza di 16 anni, ricoverata giovedì all'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo: non ci sarebbero collegamenti con il caso di Veronica Cadei

Veronica Cadei

Non è stata la meningite in sé a uccidere Veronica, quanto le complicazioni dell'infezione: in gergo si chiama “sepsi”, una risposta infiammatoria eccessiva dell'organismo a un'infezione generalizzata che danneggia tessuti e organi. Questo quanto sarebbe emerso dall'autopsia effettuata mercoledì sul corpo di Veronica Cadei, la ragazza di 19 anni morta martedì mattina in ospedale, al Civile di Brescia. L'esame autoptico ha comunque confermato che all'origine di tutto ci sarebbe il batterio meningococco di tipo C.

Un nuovo caso scuote la provincia

E proprio nelle ore in cui la magistratura ha dato il nulla osta alla sepoltura della ragazza, un nuovo caso scuote il lago d'Iseo e le province di Brescia e Bergamo. Un'altra ragazza, stavolta di 16 anni, sarebbe stata ricoverata al Giovanni XXIII di Bergamo a causa di una sepsi, appunto un'infezione fuori controllo.

Le autorità sanitarie avrebbero già confermato che non ci sia alcun collegamento tra il caso di Veronica e quello della ragazza ricoverata giovedì in ospedale. In ogni caso l'attenzione rimane alta, anche per conoscere le cause di questa nuova infezione: la notizia dell'ultima ora, comunque, è che la ragazza è grave ma non è in pericolo di vita.

Al via la profilassi a Brescia e Villongo

A Brescia e non solo, intanto, i compagni di università e i familiari di Veronica Cadei hanno cominciato a sottoporsi alla profilassi antibiotica, che in un primo momento dovrebbe coinvolgere quasi un centinaio di persone. Ma non si escludono ulteriori richieste: la giovane lavorava saltuariamente in un bar di Sarnico, e tra il 25 novembre e il 1 dicembre – il periodo di incubazione dell'infezione – potrebbe aver avuto contatti con altre persone. Proseguono intanto gli accertamenti della Procura, che per la morte della 19enne (un atto dovuto) ha indagato 7 medici del Civile.

Le raccomandazioni di Ats sui vaccini

In ogni caso nessun allarme sanitario, come ribadito sia da Ats che dalla Regione. Solo poche ore fa Ats Brescia ha voluto ricordare che, per prevenire le forme più gravi di meningite causate da batteri, “la vaccinazione è il metodo più efficace: in commercio esistono vaccini contro ognuno dei tre batteri (meningococco, pneumococco ed emofilo) che più frequentemente sono all'origine dei casi”.

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“La raccomandazione – continua Ats – è quella di fare affidamento a questa misura di prevenzione che è efficace, sicura e di facile accessibilità”. Per avere informazioni specifiche e per effettuare la vaccinazione (gratuita o a pagamento) è necessario rivolgersi ai Centri vaccinali delle tre Asst del territorio. Il caso di Veronica è il quarto del 2019 legato a meningite, l'unico con esito mortale.

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