Dipendenti-schiavi al ristorante: pagati 5 euro in nero, sorvegliati da telecamere

Denunciato un imprenditore di Verolanuova, titolare di un noto ristorante: al suo interno ci lavoravano cinque dipendenti in nero, pagati meno di 5 euro l'ora

Foto di repertorio

Per gli uomini del Nil, il Nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri, l'imprenditore sfruttava i suoi dipendenti approfittando del loro stato di bisogno: erano tutti in nero, e quindi senza alcun contratto, pagati meno di 5 euro l'ora e addirittura videosorvegliati, ripresi in ogni attimo del loro lavoro da un impianto di telecamere. Il proprietario del ristorante, un locale di Verolanuova, è stato denunciato per capolarato aggravato: alle sue dipendenze cinque lavoratori, nessuno di loro assunto con regolare contratto.

E questo è soltanto uno dei tantissimi interventi che dall'inizio dell'anno i carabinieri del Nil stanno portando avanti in tutta la provincia: una vasta operazione di controllo che solo a gennaio ha permesso di verificare le condizioni di 56 lavoratori, di cui 12 sono risultati in nero, con sanzioni penali e amministrative alle aziende per oltre 40mila euro, e la sospensione di tre attività imprenditoriali.

Controlli in tutta la provincia

In totale sono più di 20 le ispezioni in tutta la provincia di Brescia. A Breno un'azienda edile è stata multata per oltre 100mila euro, con la contestuale sospensione dell'attività di cantiere. Il motivo: gravi violazioni in materia di sicurezza, tra cui gru e ponteggi. Al cantiere gli operai stavano lavorando alla realizzazione di un  nuovo supermercato.

Altre attività ispettive hanno riguardato alcune case vacanze gestite in regime di multiproprietà nella zona di Ponte di Legno: anche in questo caso sono state riscontrate violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e ovviamente personale in nero.

Nelle ultime settimane di controlli sono stati passati al setaccio e ispezionati anche bar e ristoranti, autolavaggi e benzinai, attività lavorative specifiche nel settore della logistica. Le aziende beccate con lavoratori in nero sono state temporaneamente chiuse, e poi riaperto dopo la regolarizzazione dei dipendenti, con un contratto di lavoro di almeno tre mesi, e il pagamento di una multa salata.

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