Bestie di Satana: morta la madre di Elisabetta Ballarin

Secondo gli accertamenti dei carabinieri, il decesso di Cristina Lonardoni, 52 anni, è dovuto a una fuga di monossido dalla caldaia di casa. Sembra esclusa l'ipotesi di un gesto estremo

Elisabetta Ballarin

Torna l'ombra delle Bestie di Satana, una delle più angoscianti pagine di cronaca nera degli ultimi 20 anni. E' stata trovata morta nella sua casa di cortile a Vergiate, la madre di Elisabetta Ballarin, condannata a 22 anni e ora impegnata come guida presso l'ufficio turistico di Montisola per un progetto di 'riabilitazione' del carcere di Verziano, dove sta finendo di scontare la pena.

Non pare ci siano dubbi si tratti di un incidente causato dal monossido di carbonio sprigionato da una caldaia difettosa. Neppure due anni fa si era tolta la vita un'altra madre, quella di Doriano Molla, un giovane pare in qualche modo collegato alle Bestie di Satana e suicida nel 2000.

La madre di Elisabetta, Cristina Lonardoni, 52 anni, è stata trovata domenica sul divano di casa sua, davanti alla televisione accesa. Viveva sola e a dare l'allarme è stato un conoscente che non riusciva a mettersi in contatto con lei. Vigili del fuoco, carabinieri e personale del 118, hanno sfondato la porta dell'appartamento e hanno trovato il corpo. A causarla il mal funzionamento della caldaia.

Nel 2005, proprio mentre Elisabetta era davanti alla Corte d'Assise per uno dei delitti delle Bestie di Satana, era morto suo padre, Alberto Ballarin, noto giornalista sportivo. A dare la notizia della morte della madre ad Elisabetta, il suo legale Francesca Cramis e un familiare.

"E' distrutta", ha detto il legale uscendo dal carcere di Verziano. Ballarin sta scontando la condanna per concorso nell'omicidio di Mariangela Pezzotta, ferita a colpi di pistola e poi finita con un badile in una baita a Golasecca (Varese) nel gennaio 2004.

E' in quel periodo che esplose l'incubo delle cosiddette Bestie di Satana, un gruppo di giovani ritenuti responsabili di omicidi, eseguiti con ferocia e violenza, tra simboli esoterici, pentacoli, croci rovesciate e rappresentazioni del numero della bestia nell'Apocalisse, il 666. Alla setta ne vennero addebitati tre (vittime Chiara Marino, Fabio Tollis e Mariangela Pezzotta) e un'induzione al suicidio (Andrea Bontade). Per quei delitti, commessi tra il 1998 e il 2004, sono stati condannati anche Nicola Sapone e Andrea Volpe, leader della setta e fidanzato di Elisabetta. Ma è sempre rimasto il dubbio che sia gli omicidi che le istigazioni al suicidio fossero molti di più.

Rientra appunto in questo mistero la morte di Doriano Molla, 26 anni trovato impiccato nel dicembre del 2000 in un bosco a Cavaria con Premezzo. La madre per oltre 10 anni si era battuta convinta che il figlio fosse stato ucciso o indotto al suicidio dalle Bestie di Satana. Poco prima del suicidio della donna, nel 2011, il gip di Busto Arsizio Nicoletta Guerrero aveva archiviato il caso.

La madre di Elisabetta, donna schiva e riservata, era sempre stata vicina alla figlia. Quando un paio di anni fa la ragazza, ora 28enne, aveva ottenuto un permesso per uscire dal carcere e frequentare l'Università' di Brescia, aveva accettato di rispondere ad alcune domande. "Mia figlia ha fatto un duro lavoro per riuscire a superare tutto quello in cui è stata coinvolta - aveva detto - Ora è serena e contenta dei suoi sforzi, è diversa, ma ha davvero lavorato molto su se stessa per ritrovare un equilibrio".

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