Scomparsa coniugi bresciani: sulla tragedia del 2008 l'ombra dei Narcos

Sulla stessa rotta un'altra tragedia nel 2008, in cui morirono 18 persone tra cui - probabilmente - anche 4 narcotrafficanti

Le ricerche dell'aereo scomparso venerdì a Los Roques con quattro italiani a bordo - tra cui i coniugi Foresti, di Pralbolino - proseguono e il caso è ancora del tutto aperto. Così come la vicenda della scomparsa nel 2008 di un altro piccolo velivolo, con otto connazionali, sempre nell'arcipelago. Un mistero mai risolto, sul quale ci sono possibili tracce che conducono a quello che è l'incubo di tanti Paesi latinoamericani, e cioé il narcotraffico.

Del velivolo disperso cinque anni fa - anch'esso un 4 gennaio - si è parlato per anni in Italia. I familiari degli scomparsi non si danno pace, e sono riusciti ad ottenere nuove ricerche, che partiranno a fine mese.

E il settimanale Oggi, citando il comandante Mario Pica, ex pilota dell'Aeronautica militare e consulente delle famiglie dei dispersi, ha rispolverato proprio ieri la pista narcos. Oggi ha riportato le trascrizioni del via libera al decollo da parte della torre di controllo, sottolineando che le persone a bordo erano 18 e non 14. Una conferma di quanto rivelato nell'aprile del 2008 da Avionews, una informazione che però non aveva avuto seguito.

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Secondo Oggi, i 4 passeggeri 'in piu'' sarebbero stati narcotrafficanti che avrebbero dirottato il velivolo per poi usarlo per trasportare cocaina. Il sospetto che la scomparsa dell'aereo possa essere collegato al narcotraffico - forse proprio a un dirottamento - c'é in realtà sempre stato. Proprio dal Venezuela, ha stimato un rapporto Onu, passa una grande quantità di droga diretta in Europa.

Nel periodo 2006-2008 il traffico intercettato è stato pari al 51%, mentre il Congresso Usa stima che dal Paese passi il 17% della produzione mondiale di cocaina. E gli aerei sono uno dei mezzi preferiti dai narcos nella regione, che prediligono invece Porto Cabello, proprio di fronte a Los Roques, per il traffico via mare. Lo stesso presidente Hugo Chavez si è occupato in questi anni più volte del tema droga.

Tempo fa ha per esempio sollecitato la discussione in Parlamento di una legge sul controllo e la difesa dello spazio aereo del Paese, che permetta anche di abbattere gli aerei del narcotraffico in sorvolo. "Non mi piace molto, ma penso che dobbiamo farla", aveva detto prima di dover affrontare il cancro.

Chavez aveva per esempio spiegato come alcune volte accada che aerei militari venezuelani cerchino di far atterrare apparecchi sospetti, e di come i piloti di questi aeromobili ignorino di fatto gli ordini. Tra il 2010 e il 2011 le autorità venezuelane hanno sequestrato 44 aerei utilizzati da narcotrafficanti e smantellato 41 piste clandestine per l'atterraggio degli aerei di proprietà dei diversi cartelli narcos dell'area.

E d'altra parte in America Latina il nesso narcos-velivoli rimane sempre molto stretto, nei tanti paesi della regione dove la lotta al traffico della cocaina e altre droghe rimane una delle priorità dei governi.

Dal nord al sud del Continente non passa giorno senza che vengano scoperti piccoli bimotori adattati nel migliore dei modi per poter trasportare la droga. Così come non mancano i velivoli scoperti per qualche incidente oppure bloccati negli aeroporti della regione.

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