Tematiche Ambientali in Valle Camonica

Brevi risposte ad alcune tematiche poste da Legambiente Valle Camonica

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Valle Camonica-2Captazioni e centraline

La situazione centraline in valle Camonica ha raggiunto un livello asfissiante per la nostra realtà territoriale. Violazione di ambienti protetti per la realizzazione, mancanza di rispetto per l'ambiente nelle zone con centraline operative, troppe concessioni a privati. In una realtà dove non vi è un effettivo calcolo reale sul fabbisogno energetico è necessario impedire le nuove concessioni e bloccare le nuove realizzazioni; sottolineando poi il fatto che la totalità delle centraline è di proprietà privata, per cui la valle non ottiene che un misero "contentino" economico.

Consumo di suolo

L'eccessiva cementificazione selvaggia alla quale stiamo assistendo deve essere necessariamente portata a zero, servirà ovviamente del tempo. Serve un piano di riqualificazione dei nostri centri storici, abbiamo un patrimonio immenso nei nostri borghi, ma l'assenza di incentivazione per le restaurazioni ha portato ad un totale abbandono ed alla costruzioni di nuovi centri urbani periferici assolutamente non necessari. Stiamo impoverendo il nostro suolo con coltivazioni intensive, stiamo distruggendo i nostri boschi privandoli del loro potere contro il dissesto idrogeologico, stiamo continuando a costruire nuove abitazioni in zone turistiche oramai poco frequentate; è necessario ed urgente porre un cambiamento a tutto questo.

Capannoni

La questione capannoni nelle nuove zone industriali in alcune nostre realtà territoriali si ricollega all'eccessivo consumo di suolo. Non vedo materialmente l'utilità di nuove costruzioni quando le realtà che veramente ne necessitano non occupano che pochissimi lotti, lasciando il resto all'abbandono ed all'incuria.

Smottamenti

Abbiamo sfruttato per anni il terreno, impoverendolo, privandolo della flora, estraendone ogni componente; non c'è da meravigliarsi se ora si sviluppano cedimenti, dissesti. Sonico e Berzo Demo negli ultimi giorni mostrano cosa comporti per la valle un dissesto, blocco dell'unica arteria che sale in valle, disagi per persone e realtà commerciali ed industriali. Serve un nuovo piano di intervento per mettere in sicurezza le zone ad alto rischio, per porre rimedio ad anni di incuria e sfruttamento incontrollato.

Inquinamento atmosferico

Potrà sembrare surreale ma la qualità dell'aria in valle Camonica è a dir poco terrificante. Livelli di pm10 fuori scala da lunghi tempi, nessuna azione per limitarne l'emissione. Occorre partire da una formazione alla popolazione, per indurla a conoscere i problemi legati all'inquinamento atmosferico, occorre inoltre un maggiore controllo sulle emissioni industriali. In una realtà dove i palazzi delle pubbliche amministrazioni non sono classificabili nella tabella della classificazione energetica, c'è da riflettere; maggiori consumi portano inevitabilmente a maggiore produzione di inquinanti, l'insegnamento deve necessariamente passare dal pubblico verso il cittadino.

Lavoro in salute

Con il tema dell'amianto di gran voga lo scorso anno e la crisi, pochi pensano alla propria salute quando si è senza lavoro (parlo da disoccupato); non ritengo comunque corretto che si debba anteporre la propria salute e quella delle persone circostanti per questa causa. Il rilancio economico deve passare dal settore primario, l'agricoltura nel nostro territorio è la chiave vincente per riportare lavoro e benessere.

Daniel Spadacini

Coordinatore Sinistra Ecologia e Libertà Valle Camonica - Candidato al consiglio regionale della Lombardia

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