CGIL contro i tagli alla sanità: 4,7 miliardi in meno, rischi per cittadini e lavoratori

All'Ospedale Civile il presidio della CGIL, simbolica protesta contro la nuova spending review governativa che colpirà anche la Lombardia, Brescia inclusa. A rischio più di 300 posti letto, posti di lavoro e servizi sanitari

La scure dei tagli di questa nuova e assai poco fantomatica spending review si abbatte come da programma anche sui servizi essenziali, sanità in testa. Per questo motivo la CGIL ha indetto una giornata intera di mobilitazione nazionale, quasi un presidio in ogni ospedale, simbolica (ma non troppo) protesta per una nuova e più seria riorganizzazione della Sanità, senza i tagli previsti al finanziamento (4,7 miliardi) che si aggiungono agli oltre 21 accumulati nell’ultimo triennio.

A Brescia il presidio è durato fino alle 15, all’ingresso satellite dell’Ospedale Civile, primo atto di una lunga serie di iniziative in tutto il territorio lombardo, sede critica della nuova stagione dei tagli con 4mila posti letto già persi e altri 2500 a rischio, perché il decreto parla chiaro, una riduzione di almeno 40 punti percentuali. “E’ quell’avverbio che non ci piace – racconta Gianni Amaranto della FP Cgil – la spending review potrebbe arrivare anche all’80%. Con i dati minimi si parla comunque di circa 300 posti letto a Brescia, con tutte le conseguenze del caso, la riduzione dei posti di lavoro, il taglio dei servizi. Purtroppo il Governo ha intenzione di intervenire solo ed esclusivamente con tagli lineari, del tutto inappropriati, quando i servizi e il personale a Brescia sono già ridotti all’osso. Anche noi siamo contro gli sprechi, ma non potremmo mai essere d’accordo con queste operazioni, alle spalle dei lavoratori e alle spalle dei cittadini”.


Una struttura che cambierà in peggio, dal ricovero al day hospital, dal day hospital all’ambulatorio. E a livello nazionale sono in arrivo tre miliardi di nuovi ticket. “Non è più una scelta, è un obbligo – ci spiega invece Giovanna Carrara della SPI Cgil – la revisione della spesa non può essere accompagnata dall’invarianza dei servizi. I servizi già mancano, e ancora mancheranno, chi può paga e chi non può rinuncia alla sua salute. Viviamo in una strana democrazia, che cura solo chi può permetterselo”.

Eppure il Servizio Sanitario Nazionale italiano (dati OCSE) è uno dei migliori al mondo, anche in rapporto alla spesa. “E’ paradossale che anziché essere soddisfatti si colpisca indistintamente tutto, affossando il sistema – aggiunge Donatella Cagno, FP Cgil – In tutto il Paese si vive con pessimismo, questa è una politica dell’emergenza e del baratro, e le persone giustamente si spaventano. Ci hanno raccontato che questa è l’unica strada, quella dei tagli lineari, quando ci sono delle vere alternative per risolvere i veri problemi: sprechi, inefficienze, corruzione. Stiamo lavorando per costruire un tavolo di confronto, venerdì incontreremo i parlamentari bresciani. Tutti vogliamo una sanità diversa ma efficiente. Oggi, questo, in Lombardia non è possibile”.

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