Natale a casa per Sofia, bimba simbolo del metodo Stamina

Curata in ospedale ma per una bronchite 'da baci', ora sta meglio

La piccola Sofia

Questo Natale lo ha trascorso a casa Sofia, la bimba fiorentina diventata il simbolo delle cure con il metodo Stamina: a trovarla sono andati tanti altri bambini, quelli dell'Associazione Voa Voa che si batte per assicurare a lei e ad altri la stessa terapia, gli amichetti dei giardini.

L'hanno sommersa di baci e così è dovuta tornare in ospedale al pediatrico Meyer, "per il troppo amore e non certo per la sua malattia, la leucodistrofia metacromatica", dice la mamma Caterina Ceccuti. Un banale virus, probabilmente trasmesso proprio dai baci e dalle carezze di quei bimbi, ha fatto tremare i suoi genitori: ma era una bronchite che già ha dato segni evidenti di sconfitta dopo un normale antibiotico.

"Del resto - aggiunge la mamma - non possiamo tenerla sotto una campana di vetro: quando gli altri bambini la vengono a trovare noi capiamo benissimo che Sofia è contenta". Lo stesso Meyer ha confermato il "sensibile miglioramento" della piccola e "se questa volta siamo qui - ripete Caterina Ceccuti - non è come un anno fa...". Era proprio il periodo di Natale dello scorso anno, Sofia stava molto male e al Meyer è entrata il 23 dicembre per uscirne a gennaio. Da allora in ospedale non c'è più tornata se non a Brescia per le infusioni di cellule staminali, l'ultima il 17 dicembre scorso. La prossima volta sarà a febbraio.

La sua bronchite, come quella di ogni altro bambino, ha tenuto i suoi genitori lontani dalla conferenza stampa di sabato a Roma dei familiari degli altri malati. "Ma paradossalmente - spiega il padre della bimba, Guido Ponta De Barros - il nostro non essere a Roma con gli altri genitori, ma qui con lei in ospedale, è una ulteriore testimonianza che Sofia reagisce alle cure come un qualsiasi altro bimbo. Sta bene, la sua è stata una ripresa-lampo: è bastato un antibiotico generico ed ora respira regolarmente e non ha febbre".

Dal lettino di Sofia hanno seguito quanto è successo, le testimonianze degli altri genitori, dei medici che, dicono, non sono quelli di Stamina ma hanno mostrato il loro interesse alla cura, la formazione del nuovo comitato da parte del ministero, le polemiche. "Ora - dicono i genitori di Sofia - occorre esaminare correttamente il metodo, concentrarsi sui bambini e sulla loro salute liberi da retropensieri. Tutti sanno che queste patologie non regrediscono, ma quando questo accade bisogna fermarsi, prenderne atto e abbandonare ogni pregiudizio. E' vero che Sofia, che il prossimo 25 agosto avrà cinque anni, non parla e non cammina, ma ha un metabolismo regolare, le sue funzioni vitali sono a posto, è idratata e alimentata bene: tutte cose che un anno fa non c'erano".

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