Uccisa e fatta a pezzi dal marito: "Conosceva il suo tragico destino"

In un'aula del tribunale di Brescia, le amiche di Souad Alloumi hanno raccontato le violenze e le botte subite dalla giovane mamma prima del tragico epilogo

Souad Alloumi

I racconti shock delle amiche e le testimonianze dei agenti della Locale che, per primi, si sono occupati del caso di Souad Alloumi, la giovane mamma  sparita nel nulla nella notte tra il 3 e il 4 giugno del 2018. Poi c'è il video registrato dalle telecamere di sorveglianza di un bar, che si affaccia proprio sul cortile del caseggiato dove viveva la 29enne marocchina con i figli (una bimba di 9 anni e un maschietto di 2).

Sono questi gli elementi che portano l'accusa a ritenere, senza ombra di dubbio, che Soaud sia stata uccisa, proprio dall'ex marito, all'interno dell'appartamento mansardato di via Milano dove viveva. È Abdelmjid El Biti, questo il nome dell'uomo, l'unico imputato al processo per la morte della giovane donna: è in carcere dal 6 giugno del 2018 con le accuse di omicidio premeditato e occultamento di cadavere.

Il video che incastra El Biti

Il corpo senza vita di Souad non è mai stato trovato, ma ad incastrare l'uomo ci sono diversi elementi. Primo tra tutti il filmato girato dalle telecamere di sorveglianza del bar 'Le Rose', che hanno inquadrato la 29enne mentre saliva le scale che portano alla sua abitazione attorno alle 23.30 di sera. 

Pochi minuti più tardi, lo stesso percorso lo ha fatto l'ex marito, per poi tornare sui suoi passi, un'ora dopo. Nel video - prova regina del dibattimento - si vede il 51enne uscire con un grosso e pesante borsone nero, che faticava a trasportare, e poi salire in auto per andare verso la tangenziale. 

Il 51enne ha sempre sostenuto che in quel sacco ci fosse solo biancheria, ma secondo gli inquirenti in quel borsone c'era proprio il corpo senza vita di Souad. Nelle immagini si vede infatti una protuberanza compatibile con la forma delle gambe, delle ginocchia e delle tibie.

Per l'accusa non ci sono altre ipotesi: le telecamere hanno inquadrato la 29enne salire le scale - unico modo per raggiungere l'appartamento - ma non effettuare il percorso inverso. Insomma dalla sua casa non è uscita viva.

I racconti delle amiche di Souad

Alle immagini si aggiungono le testimonianze delle amiche della donna, scomparsa proprio pochi giorni prima che si celebrasse l'udienza per il divorzio dall'ex marito. Tutte dicono le stesse cose: Souad aveva paura dI El Biti, che l'aveva percossa più e più volte e temeva di essere ammazzata, fatta a pezzi e poi nascosta chissà dove. Un destino brutale che la 29enne conosceva ancor prima di quella tremenda notte di giugno.

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