Alcolici illegali, distillerie clandestine: 20 arresti, un affare da 80 milioni di euro

Arresti e denunce in tutta Italia, anche a Brescia dove è stata sequestrata una distilleria clandestina: 60 indagati per l’operazione “Sine finibus” della Gdf

Foto d'archivio

Decine di depositi fantasma in tutta Europa, un “carosello” di migliaia di spedizioni incrociate di milioni di litri di vodka, whisky e altre bevande alcoliche, partite di prodotto scaduto, finte esportazioni (di bottiglie vuote) e addirittura laboratori per la produzione di droga. Gli espedienti per sottrarre gli alcolici alla gravosa imputazione fiscale della Gran Bretagna non avevano davvero né limiti né confini: da qui l’operazione “Sine finibus”, appunto “senza confini”, coordinata dalla Guardia di Finanza di Udine e che si è conclusa con 60 denunciati e 20 persone sottoposte a misura cautelare.

Una frode da 80 milioni di euro

Un commercio internazionale di alcolici che ha permesso, in meno di tre anni, di consumare una frode di almeno 80 milioni di euro: oltre a basisti e “operatori” al lavoro in Inghilterra, il grosso dell’organizzazione veniva gestita in Italia. Nel lungo elenco degli indagati e arrestati ci sono uomini e donne residenti in 14 province italiane, in 7 regioni diverse tra cui anche Brescia e la Lombardia. Proprio nel Bresciano sarebbe stata sequestrata una distilleria clandestina, operativa insieme a un’altra distilleria a Salerno: al loro interno più di 100mila litri di alcolici.

La struttura dell’associazione criminale era appunto transnazionale, tra Italia e Regno Unito: al vertice è stato riconosciuto B.N.D.S, noto come “John”, 63 anni, nazionalità britannica, e con lui L.D, 46 anni e originario di Brindisi, nazionalità italiana ma residente oltremanica. Sono stati entrambi arrestati, e con loro altre 18 persone sottoposte a misure cautelari: altri 4 arresti, ai domiciliari, e 14 obblighi di dimora.

Dal gasolio agli alcolici (alla droga)

Le indagini sono scattate nel 2016, e proprio a Udine, a margine di un’altra inchiesta sul contrabbando di gasolio. Quello che sembrava un filone secondario, il traffico di alcolici, è presto diventato il filone principale: arresti e sequestri in tutta Europa, 30mila litri di liquori in Germania, un laboratorio clandestino per la produzione di ecstasy e Mdma in Olanda, 27mila litri di vodka in meno di un anno sulla tratta che da Udine porta al Brennero.

Un complicato meccanismo truffaldino

Ma come funzionava il meccanismo? Grandi società produttrici europee, spesso compiacenti, ricevevano ingenti ordini da alcune società distributrici, nate da poco. Le merci erano regolarmente accompagnate dal documento fiscale “di scorta”, ma venivano poi destinate a depositi italiani intestati a prestanome: da questi depositi veniva “estratto” il documento fiscale utile a movimentare altri alcolici, clandestini, facendo “sparire” invece quelli regolarmente acquistati. Un circolo di illeciti in cui si fingevano grandi spedizioni, fino a Russia ed Emirati Arabi, mentre si continuavano a muovere alcolici (non registrati) tra Nord Europa e Italia.

In alcuni casi gli alcolici venivano “mimetizzati” come succhi di frutta, come successo per spedizioni in Francia. In altri risultavano appunto “esportati”, arrivati alla destinazione di imprenditori che buona parte delle volte non sapevano nulla. E ancora, si riempivano i depositi ma solo a livello “cartolare”, cioè per finta: tra depositi pieni e vuoti se ne contano almeno sette, in tutta Italia. E a Brescia pure una distilleria.

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