Olio nello stagno, disastro ambientale e strage di animali: preso l'eco-criminale

Si tratta di un 50enne che abita a Serle: l'avrebbe fatto solo per ripicca contro l'amministrazione comunale. Individuato e denunciato dai carabinieri

Foto da Facebook (James Ragnoli)

Ne ha uccisi a decine, se non a centinaia: i rospi indifesi dello stagno del Meder di Serle, sull'Altopiano di Cariadeghe. E senza un motivo preciso, solo per crudeltà: a detta degli inquirenti, probabilmente per ripicca contro il Comune, dopo essere stato escluso da un bando. Ma adesso è stato preso, e denunciato: rischia fino a 6 anni di reclusione.

Preso il “killer” dei rospi

La notizia è di poche ore fa: poco più di un anno dopo ha finalmente un nome il presunto eco-criminale che nella notte del 24 marzo 2018 sversò quattro tancihe contenenti 80 litri di olio esausto nello stagno Meder. Indagini serrate, durate mesi: i carabinieri forestali di Gavardo sono riusciti a individuare un bresciano di 50 anni che abita proprio a Serle.

“Quella notte – si legge in una nota – avrebbe sversato l'ingente quantità di idrocarburi, determinando la morte di una buona parte della fauna anfibia presente nella nicchia ecologica dell'Altopiano, in quei giorni in riproduzione (Rospo Bufo bufo)”.

Sei anni di carcere

Le cause che hanno spinto al folle gesto sono ancora tutte da accertare, ma come detto pare che il 50enne serbasse rancore nei confronti dell'amministrazione comunale. L'autore del gesto è stato deferito, oltre che per abbandono di rifiuti, anche per inquinamento ambientale, che è reato penale. Rischia fino a 6 anni di carcere.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Fabio Salamone. La “pista” era partita da un'officina della zona, dove era stato rilevato l'acquisto di una serie di taniche del tutto simili a quelle usate per lo sversamento.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Carla e Ines, la tragedia sulla strada per le vacanze

  • Quattro mesi di lotta contro il Coronavirus: è morto il dottor Fiorlorenzo Azzola

  • Coronavirus, in Lombardia via libera a calcetto e discoteche

  • Scontro mortale in autostrada: decedute due sorelle bresciane

  • Bambina scomparsa nel nulla a Serle: condannata l'educatrice

  • Si appoggia a un masso e precipita nel vuoto: addio a Saverio

Torna su
BresciaToday è in caricamento