Moniga, la pista ciclabile costruita con materiali altamente cancerogeni

Il Corpo Forestale dello Stato mette i sigilli al tratto di Moniga del Garda in Via dei Casali: al posto del muro di pietra previsto nel progetto dell'itinerario ciclabile vecchie traversine ferroviarie ricoperte di creosoto, "sostanza altamente cancerogena"

Le traversine messe sotto sequestro

Il Corpo Forestale del Comando di Salò ha posto sotto sequestro un tratto di pista ciclabile (ancora in via di realizzazione) all’altezza di Via dei Casali a Moniga del Garda perché al posto di un comune muro in pietra previsto nel progetto originale sono state rinvenute delle vecchie traversine ferroviarie. La funzione di muro in effetti c’è, il problema vero è che le dette traversine sono ricoperte da sostanze cancerogene: “Le traversine ferroviarie – hanno spiegato proprio dal Corpo Forestale dello Stato – non possono essere utilizzate per questo tipo di opere in quanto contengono creosoto, una sostanza chimica altamente cancerogena il cui uso, ai sensi della normativa vigente, è proibito in luoghi come in questo caso di pubblica ricreazione e all’aria aperta, in cui vi è il rischio di frequenti contatti con la pelle”.

Il percorso ciclabile ancora in fase di realizzazione fa parte del più ampio progetto ‘Itinerario ciclabile della Valtenesi’ portato avanti dalla Provincia e, nel caso specifico, appaltato ad una ditta con sede a Calvisano: un progetto approvato ancora nel 2010 dai diversi Comuni che compongono l’Unione. Il sequestro è già stato convalidato dall’autorità giudiziaria, sta adesso alla magistratura proseguire nei termini delle indagini.

E dunque, le responsabilità? “Il Comune di Moniga non c’entra niente – ci racconta proprio il primo cittadino Lorella Lavo – Noi abbiamo firmato l’accordo del 2010, da allora se ne sta occupando la Provincia. A detta loro quelle traversine sono solo temporanee, per il momentaneo contenimento degli argini, e che il lavoro verrà poi svolto in modo diverso. Altro parere discordante quello della ditta: abbiamo chiesto informazioni, ci hanno detto che quelle traversine sono omologate e certificate. Dalla magistratura comunque non ci è ancora arrivata alcuna comunicazione”.

Il sindaco intanto ci rivela di aver già inviato una doppia lettera, ad ARPA e ASL, per sapere quanto davvero è pericoloso il materiale sequestrato, e quali sono i rischi per la salute della popolazione. In un’area verde, quella di Via dei Casali, frequentata (tempo permettendo) dagli amanti dello sport e della natura: grazie alla pista ciclabile, ora forse è meglio cambiare strada.

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