Polemiche a Sellero: ecosostenibile e invece no. La rettifica di Legambiente

Il rapporto annuale sulle rinnovabili riconosce a Sellero il grande impegno negli investimenti energetici ecosostenibili. Ma l'opposizione non ci sta, e si accende la polemica: Legambiente indaga e ritira ogni riconoscimento

(Wikipedia)

Succede tutto in una settimana, e il piccolo Comune di Sellero da grande esempio di ecologia e sviluppo sostenibile diventa invece un Comune assai poco virtuoso, alle prese con qualche debituccio di troppo e con un gestione dei propri impianti energetici tutta da rivedere. Ad aprire le danze l’annuale rapporto di Legambiente sulle energie rinnovabili: anche per il 2012 la municipalità camuna si sarebbe confermata tra i Comuni più attenti all’ambiente e, soprattutto, rinnovabile al 100% grazie al teleriscaldamento a biomasse. Tanto che, si legge nel rapporto, “il Comune bresciano spicca come miglior esempio di innovazione ambientale”.

In effetti un po’ di verità c’è, e l’impianto una volta gestito dalla controllata comunale TSN era stato già apprezzato da più parti, un progetto sperimentale che a detta della maggioranza in giunta avrebbe ottenuto il massimo della resa, con il minimo della spesa. “Abbiamo sostituito i vecchi camini che sbuffavano gasolio con una sola struttura – ha infatti dichiarato il primo cittadino Giampiero Bressanelli – tra l’altro super controllata 24 ore su 24. Abbiamo fatto una cosa molto importante per i cittadini. E in 6 o 7 anni (dal 2003) abbiamo ampiamente recuperato la spesa”.

Peccato che l’opposizione della civica Tempi Nuovi non l’ha mai pensata così, e nemmeno per un secondo. E perfino Il Sole 24 Ore ha voluto investigare sulla polemica, riconoscendo l’impegno nelle rinnovabili di Sellero ma riconoscendo anche i problemi economici derivati da questo investimento: “Sellero più pulita ma indebitata fino al collo”. Un articolo forte che riporta anche le dichiarazioni dell’opposizione: “Il Comune ha perso circa 240mila euro, a cui si aggiungono altri 200mila euro di mutui che dobbiamo finire di pagare entro il 2027”. Un classico botta e risposta da politica locale, che si conclude con il sindaco Bressanelli pronto a smentire gli avversari: “Abbiamo recuperato tutto, e se Legambiente ci premia ci sarà un motivo”.

Fino a qui tutto normale, o quasi. Ma, come annunciato nelle prime righe, Legambiente fa qualche indagine in più, e in breve tempo ritira ogni premio e ogni onorificenza, una secca rettifica in cui viene chiamato in causa perfino il presidente lombardo della prima associazione ambientalista d’Italia. “La valutazione fatta basata su analoghe centrali dell’arco alpino – si legge in una nota ufficiale firmata da Damiano Di Simine – non ha adeguatamente considerato la specificità dell’approvvigionamento dell’impianto di Sellero Novelle, che effettivamente utilizza biomasse di origine locale solo per una parte minoritaria dell’alimentazione energetica”.

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Altro problema che si aggiunge alle polemiche, biomasse di origine sospetta e addirittura (qualche anno fa) la scoperta che nel materiale di combustione utilizzato dall’azienda sono state rinvenute varie tipologie di scorie plastiche. “Il dato è francamente sconcertante – ancora Di Simine – per un impianto collocato all’interno di una valle che non è certo povera di risorse forestali utilizzabili entro una filiera industriale di trasformazione che preveda anche l’impiego di residui della lavorazione legnosa in impianti di produzione energetica”.

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