Il cavalcavia cade a pezzi: potrebbe essere demolito e ricostruito

Riunione d'urgenza in Prefettura per il cavalcavia della Sp13 a Desenzano: il ponte potrebbe essere anche demolito (e ricostruito)

Il cavalcavia della Sp13 a Desenzano © Bresciatoday.it

Potrebbe essere demolito e ricostruito, adeguato e ristrutturato oppure semplicemente chiuso il cavalcavia ferroviario di Desenzano del Garda sulla Strada Provinciale 13, in territorio di San Martino della Battaglia: questo è quanto emerso dalla riunione d'urgenza convocata lunedì pomeriggio in Prefettura a Brescia.

All'incontro erano presenti, oltre al prefetto Attilio Visconti, anche il sindaco di Desenzano Guido Malinverno, la Provincia di Brescia in qualità di “ente proprietario” del tratto stradale e Rfi, Rete ferroviaria italiana: “Stiamo valutando un ventaglio di soluzioni – ha detto Visconti – che vanno dalla chiusura del cavalcavia alla messa in opera di un nuovo ponte, passando da lavori di adeguamento e ristrutturazione”.

"Situazione precaria"

Una situazione che lo stesso prefetto ha definito “precaria”: ad accelerare i tempi di un probabile intervento la recente relazione della Polizia Provinciale, che a quanto pare ha attestato le condizioni di criticità del ponte sulla Sp13.

Solo pochi giorni fa anche il Movimento 5 Stelle di Desenzano aveva sollevato la questione, pubblicando fotografie sullo stato di fatto della struttura e chiedendo al Comune quali fossero le reali condizioni di “salute” del ponte, che consente il superamento della linea ferroviaria Milano-Venezia al traffico veicolare tra Pozzolengo, Desenzano e Sirmione, e del casello autostradale della A4.

L'allarme lanciato nel 2017

Un problema di cui si parla da almeno un paio d'anni: già nel 2017 la Provincia aveva segnalato “estesi fenomeni di distacco del copri-ferro, esposizione dell'armatura e corrosione e sfogliature nelle travi, nei pulvini e nelle pile, a causa delle caratteristiche progettuali della struttura e di mix design del calcestruzzo, non adeguati alla vita utile dell'opera”.

In via precauzionale era stato limitato il traffico veicolare vietando il transito ai mezzi pesanti superiori alle 15 tonnellate di peso: il limite era stato poi innalzato a 25 tonnellate, a seguito della posa di alcuni pilastri in ferro.

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