Voleva una strage di bambini: a Brescia era stato fermato ubriaco al volante

Autista dirotta autobus di ragazzini sulla Paullese e poi gli dà fuoco: "Da qui non esce vivo nessuno". Nel 2007 era stato fermato a Brescia mentre guidava un'auto da ubriaco

L'autobus in fiamme sulla Paullese

Voleva fare una strage, come ha sottolineato il procuratore Francesco Greco. "Oggi da qui non esce vivo nessuno". Poi avrebbe fatto legare gli studenti, 51 ragazzi di seconda, da 2 insegnanti. Voleva uccidere tutti i ragazzini della scuola media Vailati di Crema che aveva sequestrato poco prima con il suo autobus. Le vittime potevano essere tante, ma la sua corsa è terminata sulla Paullese a San Donato Milanese dove, dopo aver speronato una gazzella dei carabinieri che cercava di fermarlo, ha dato fuoco al mezzo. Fortunatamente tutti i ragazzini sono riusciti a scappare prima che le fiamme avvolgessero il mezzo. "Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo", avrebbe detto mentre compiva il suo folle gesto minacciando di uccidersi.

È successo intorno alle 11.50 di mercoledì 20 marzo, protagonista del fatto Ousseynou Sy, 47enne di origini senegalesi ma italiano dal 2004, fermato dai carabinieri di San Donato. Ora è piantonato all'ospedale Niguarda con un'ustione a un braccio in attesa di essere sentito dagli investigatori.

Il dirottamento

Secondo quanto riferito dal direttore del personale di Autoguidovie Corrado Bianchessi l'autobus era in servizio a Crema, nello specifico avrebbe dovuto accompagnare i ragazzini e gli insegnanti della scuola media in una piscina della zona per una lezione. L'autista, tuttavia, ha abbandonato l'itinerario e si è diretto verso Milano. "Ci ha legati", ha detto uno dei 12enni a bordo del mezzo, "e ci ha detto che se ci fossimo mossi ci avrebbe dato fuoco". "Ce l'aveva con Salvini e Di Maio", ha proseguito il ragazzino, "diceva che era colpa loro se le persone muoiono in mare". "Poi siamo riusciti ad avvertire il 112 con un telefonino e ci hanno liberato", ha spiegato ancora.

A lanciare l'allarme è stato un ragazzino a bordo che ha chiamato il 112. I giovani sarebbero stati legati e minacciati. Le forze dell'ordine si sono messe sulle tracce del bus e lo hanno intercettato alle porte di Milano. Hanno tentato di fermarlo sulla Paullese a San Donato, ma il 47enne alla guida del mezzo li ha speronati. In questo frangente i ragazzini, aiutati dalle forze dell'ordine, sono riusciti ad abbandonare il mezzo: i carabinieri hanno spaccato i finestrini con i manganelli e poi hanno aperto una porta. 

Negli stessi istanti l'autista ha preso del liquido infiammabile, probabilmente benzina, e lo ha gettato nei corridoi e sui sedili del mezzo. L'incendio è divampato mentre gli ultimi ragazzini stavano lasciando il mezzo.

Secondo quanto trapelato pare che Ousseynou Sy volesse raggiungere l'aeroporto di Linate dove avrebbe voluto incendiare il mezzo con all'interno gli studenti.

I soccorsi

È subito scattato l'allarme. L'azienda regionale di emergenza urgenza ha inviato sul posto in codice rosso dodici ambulanze, quattro automediche e l'elisoccorso. Sul posto anche i vigili del fuoco del comando provinciale di Milano con otto mezzi. Il bilancio è di dodici ragazzi e due adulti portati all'ospedale in codice verde, tranne uno degli adulti trasportato in codice giallo alla clinica De Marchi. Anche l'autista è stato portato in ospedale, al San Paolo.

Ventitré bambini, invece sono stati visitati sul posto e accompagnati in attesa dei genitori nella palestra dell'Istituto Margherita Hack di San Donato; è stato fornito supporto psicologico.

Chi è l'autista

Ousseynou Sy è un autista di Autoguidovie, come riferito dal direttore del personale di Autoguidovie Corrado Bianchessi. Secondo quanto riferito dal portavoce dell'azienda l'uomo, nato in Senegal ma italiano dal 2004, era in servizio presso l'azienda da circa 15 anni: era entrato nell'organico dell'azienda dopo un'acquisizione.

"Lavora da noi da 15 anni e in tutto questo tempo non ha mai creato problemi — ha dichiarato Bianchessi ai giornalisti —. È sempre stato sottoposto a visite e controlli per cui siamo davvero meravigliati". Secondo quanto trapelato da fonti investigative, sembra che Ousseynou Sy avesse precedenti per violenza sessuale e guida in stato di ebbrezza (sarebbe stato fermato a Brescia nel 2007 mentre guidava un'auto da ubriaco). L'azienda ha poi precisato che non era a conoscenza dei precedenti penali.

Le indagini

L'indagine è stata affidata al Pm Luca Poniz del tribunale di Milano. Sul posto sono arrivati anche il procuratore capo di Milano Francesco Greco e il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Luca De Marchis che ha dichiarato: "La cosa importante è la felice risoluzione di un evento, che poteva portare a un epilogo tragico, grazie al coraggio dei ragazzi che sono stati veramente bravi". Il colonnello ha precisato che il 47enne non era armato, come era invece trapelato in un primo momento. Nel pomeriggio gli investigatori hanno perquisito la casa di Ousseynou Sy.
Il procuratore Francesco Greco: "Si valuta l'ipotesi terrorismo"

Ousseynou Sy potrebbe rispondere di sequestro di persona, strage, incendio e resistenza. "Stiamo valutando tutte le ipotesi, anche quella del terrorismo", ha spiegato il procuratore di Milano Francesco Greco. Del caso si sta occupando anche Alberto Nobili, capo del pool dell’anti terrorismo milanese. "È stato un miracolo, poteva essere una strage, sono stati eccezionali i carabinieri sia a bloccarlo sia a liberare tutti i bambini", ha detto. "Volevamo interrogarlo subito, ma ha ustioni a un braccio", ha concluso il procuratore.

Fonte: Milanotoday.it

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