Ragazzino morto annegato, l'atroce dolore della madre: "E' sotto shock"

La magistratura ha disposto l'autopsia sul corpo di Vitor Hugo Conceicao Viera, il ragazzino morto a soli 16 anni, annegato a Sale Marasino

Era in Italia da poco più di un anno, sognava una vita migliore: insieme alla madre, che fa la badante, e allo zio che invece fa il camionista da almeno un ventennio. Un sogno spezzato troppo presto, a soli 16 anni, inseguendo un pallone, la sua più grande passione: così è morto Vitor Hugo Conceicao Vieira, il ragazzino di nazionalità brasiliano annegato sabato pomeriggio a largo di Sale Marasino, sul lago d'Iseo.

Annegato all'improvviso

Si è tuffato per recuperare la palla che era finita in acqua: qualche bracciata e poi il buio, è finito di sotto all'improvviso – erano circa le 17 – forse a causa di un malore, oppure per le correnti, un mulinello. La magistratura ne ha disposto l'autopsia proprio per verificare le cause del decesso. Solo successivamente per i familiari sarà possibile organizzare i funerali.

Ci sono volute più di quattro ore per recuperare il corpo di Vitor ormai senza vita. Sul posto c'erano i carabinieri, i vigili del fuoco, i sommozzatori. Lo hanno trovato a largo della spiaggia di San Pietro, a poche decine di metri dalla riva e a circa 15 metri di profondità. Sabato era sul lago insieme allo zio e alcuni amici.

La madre e lo zio sotto shock

Disperata la madre, sotto shock per l'accaduto: anche i familiari in patria sono stati informati, il fratello, il padre e la nonna. Vitor Hugo abitava in Via Milano: da più di 24 ore è un viavai senza sosta di persone, amici e compagni di squadra e di scuola, per abbracciare simbolicamente i familiari, lo zio e la mamma.

Un'altra storia triste, l'ennesima tragedia di un'estate bresciana forse mai così crudele. Vitor aspettava l'arrivo del fratello, tra poche settimane. Gli avrebbe dovuto portare gli ultimi documenti, così da ottenere il via libera per poter giocare la sua prima partita di calcio ufficiale, con la maglia della Pavoniana, la squadra con cui si allenava da qualche mese. Niente da fare. E' tutto finito.

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