Una valle di droga: sono 4 i bresciani arrestati, sequestri per 500mila euro

A capo dell'organizzazione che riforniva le piazze della Valcamonica ci sarebbe Saimir Sallaku, il fratello del patron del Darfo Calcio

Parte della droga sequestrata © Bresciatoday.it

Nove persone arrestate (5 albanesi e 4 bresciani), 70mila euro in contanti e oltre 500mila euro di droga (12, 5 kg di eroina, un chilo di cocaina, 10 chilogrammi di marijuana e 500 grammi di oppio) sequestrati. Sono gli impressionanti numeri dell'operazione condotta lo scorso weekend dai carabinieri di Breno, in collaborazione con i colleghi di Clusone. Un'attività che ha permesso di sgominare una banda che riforniva le piazze di spaccio della Valcamonica e pure del lago d'Iseo.

A muovere le fila dell'organizzazione, secondo i militari, era Saimir Sallaku, fratello del più noto Gezim, patron del Darfo calcio. Proprio seguendo il 44enne albanese di casa a Sale Marasino - già indagato per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio insieme al fratello - gli uomini dell'Arma sono riusciti ad arrestare in flagranza tutti i componenti della banda.

Nella nottata di sabato l'uomo si è infatti incontrato nella zona industriale di Pian Camuno, all'esterno di un magazzino - apparentemente adibito allo stoccaggio di materiale, ma in realtà sede degli incontri dell'organizzazione - con tre connazionali: un 69enne e un 44enne, rispettivamente padre e figlio,  provenienti da Osio Sotto (comune della Bergamasca) e un terzo da Milano. Un appuntamento per scambiarsi la droga: un chilo di cocaina che il 44enne ha ricevuto dai connazionali e poi ceduto a due uomini bresciani, un 71enne di Pisogne è un operaio classe '81, che lo attendevano a poca distanza.

Avvenuto lo scambio è scattato il blitz dei carabinieri, che hanno fermato tutte le 5 persone coinvolte. Oltre alla cocaina oggetto dello scambio, i carabinieri hanno sequestrato una borsa colma di contanti, ben 41mila euro destinati a Sallaku. La perquisizione della macchina dei tre 'corrieri' albanesi ha poi permesso di sequestrare altri 26 mila euro.

I controlli sono poi stati estesi alle abitazioni delle 5 persone arrestate, tra cui appunto padre e figlio di origini albanesi: all'interno della loro casa di Osio Sotto è stata trovata una vera e propria raffineria. In camera da letto, coperta da un telo, c'era addirittura una pressa idraulica usata per confezionare la droga e tutto l'occorrente per tagliare l'eroina. Sotto il letto, invece, una scatola avvolta da una coperta, all’interno della quale erano nascosti 12,5 Kg di eroina, mezzo chilo di oppio e 50 grammi di cocaina.

In manette è quindi finita anche la moglie del 69enne, che non poteva essere all'oscuro delle attività che avveniva in casa e si occupava di custodire l'ingente quantitativo di droga.  

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L'ultima perquisizione è avvenuta a Piancogno: nel mirino dei carabinieri un garage usato dal figlio del 71enne al quale era stato ceduto il chilo di cocaina. Pure per lui, un 48enne con diversi precedenti per droga, e per un amico, un 43enne della zona, sono scattate le manette. All’interno del garage i militari hanno infatti recuperato dei grossi sacchi in plastica contenenti 10 kg di marijuana. Sono tutti in carcere, tranne la donna e il 71enne ai quali sono stati concessi i domiciliari. 

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