Veleni negli scarti di fonderia: imprenditore arrestato assieme al figlio

In carcere il dipendente di un'azienda con sede a Sabbio Chiese che, insieme ad una società di Rogno, muoveva le fila di un'organizzazione a delinquere volta allo smaltimento illecito di sostanze pericolose

"Più pericolosi dei narcotrafficanti": così il procuratore aggiunto Sandro Raimondi ha definito i membri dell'associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti di pericolosi, stroncata dai Carabinieri del Ros di Brescia. Ai vertici dell'organizzazione,  due società operanti nel settore della raccolta, della lavorazione e della rivendita degli scarti del ferro: la Montini di Sabbio Chiese e il gruppo Visinoni di Rogno (comune della Bergamasca).

Pesantissime le accuse nei loro confronti: dal reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti pericolosi, alla gestione non autorizzata degli stessi, fino a quello di inquinamento ambientale previsto dall'articolo 452 bis e contestato per la prima volta dalla sua recente introduzione nel codice penale.

I NOMI DEGLI IMPRENDITORI ARRESTATI:

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