Vallanzasca: vestiti a Sarnico, sui Navigli mozzarelle con la camorra

Nell'agosto 2012 la revoca del permesso di lavoro in un negozio d'abbigliamento sul Lago d'Iseo. Il provvedimento fece saltare un commercio di mozzarelle a Milano, organizzato con uomini della camorra di Mondragone

Renato Vallanzasca, in una foto d'epoca

Con il gruppo camorristico dei Perfetto, nato dal disciolto clan La Torre di Mondragone, Renato Vallanzasca stava per mettere in piedi un commercio di mozzarelle a Milano: il progetto però non si concretizzò anche a causa della revoca del permesso di lavoro giunto il 22 agosto del 2012 dopo le note polemiche legate alla notizia della sua assunzione in un negozio di abbigliamento di Sarnico, sul Lago d'Iseo, che poi venne anche bruciato.

La circostanza emerge dall'ordinanza di custodia cautelare del gip di Napoli, Maria Vittoria Fischini, emessa su richiesta del pm della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea Cesare Sirignano, che oggi ha portato all'arresto di 18 persone tra la Ciociaria e Caserta.

La richiesta gli fu direttamente fatta da Italo Zona (anche lui tra i destinatari del provvedimento) che, per conto del clan Perfetto, si occupava delle estorsioni. La conversazione telefonica è stata intercettata nel maggio del 2012. "...Renà - dice Italo Zona a Renato Vallanzasca - mettiamo una cosa in piedi insieme lassù... mettiamo un grosso centro di smistamento di mozzarelle... una bella piattaforma... io ti mando tutti i giorni le mozzarelle!". Zona rassicura Vallanzasca sull'organizzazione del progetto: "...metto tutto io... tu trovami solo il punto e poi te lo gestisci tu... e poi lo facciamo in società... tu non devi investire niente".

Dalle intercettazione si evince che Vallanzasca intende aderire al progetto, malgrado il timore per la scadenza, il maggio, del permesso di lavoro. Vallanzasca riesce a trovare anche un locale per la vendita, nella zona Navigli di Milano, e nella conversazione fa intendere di essere fiducioso nel successo del progetto perché la mozzarella è di ottima qualità ("...se è come quella (mozzarella) che mi avete fatto magiare giù...").

La circostanza fa comprendere agli inquirenti che Vallanzasca violando le prescrizioni a cui era sottoposto, si era recato a Mondragone. Il "progetto Mozzarella", però, alla fine, non si realizza: Italo Zona, a causa di un intervento al ginocchio, è costretto a rallentare e, nel frattempo, sopraggiunge la revoca, il 22 agosto, del permesso di lavoro.

La commercializzazione della mozzarella mondragonese fu comunque avviata, ma da Giuseppe Perfetto, a capo dell'omonimo gruppo camorristico, con la collaborazione della moglie di Renato Vallanzasca, Antonella D'Agostino. Entrambi sono raggiunti oggi da provvedimenti d'arresto.

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