Accoltella la compagna al petto, il suocero in un occhio: 10 anni di carcere

Non ci sarà nessun ricorso in Cassazione: rigettata la richiesta dei legali di Lorenzo Sulas. La vicenda risale al 2016, quando accoltellò la compagna e il padre

La polizia sul luogo del tentato omicidio © Bresciatoday.it

Non ci sarà nessun riesame della sentenza da parte della Corte di Cassazione: il ricorso di Lorenzo Sulas, 44enne già condannato a 10 anni e 4 mesi di carcere per tentato omicidio e lesioni gravissime, è stato rigettato in sede di processo. Dunque niente Cassazione, e dunque la sentenza di secondo grado che diventa definitiva: appunto, più di 10 anni di carcere.

Rabbia e gelosia

Una storia di gelosia e minacce nei confronti della compagna Stefania, poi morta poco dopo per via di un male incurabile, che era sfociata nel tremendo raptus del 19 gennaio di tre anni fa, al quartiere Perlasca di Brescia. Sulas quella sera diede letteralmente di matto, accoltellando prima la fidanzata e poi il padre della giovane donna, che lei stessa aveva chiamato.

Come se si fosse accorta in anticipo che quella sera sarebbe potuto succedere qualcosa di terribile. Sta di fatto che la fidanzata venne accoltellata al petto, salva solo per il pronto intervento di polizia e soccorritori, che nel frattempo erano stati allertati. Il papà della donna venne invece ferito al volto, lesioni così profonde che hanno comportato la perdita di un occhio.

In quella casa, quella sera, era un vero bagno di sangue. Gli uomini della Questura trovarono Sulas in bagno, intento a pulire il coltello che aveva impugnato poco prima, intanto a lavarsi le mani come se volesse lavare se stesso. Ma non fuori, dentro.

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L'incubo di Stefania

Sulas non oppose resistenza all'arresto. Ma prima di andarsene avrebbe gridato ancora una volta: “Vi ammazzerò tutti”. Il resto è storia giudiziaria: la richiesta del pm di 8 anni di carcere, le sentenze successive che invece alzano la posta a 10 anni e 4 mesi. L'ex compagnia Stefania si ammala, e muore senza trovare pace. Prima di quella sera, raccontano le cronache, la donna tante volte avrebbe presentato denuncia alle forze dell'ordine. Ma tante volte le avrebbe anche ritirate, forse pentita, forse spaventata.

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