Puegnago, il circo Orfei «assediato» dagli animalisti: «Liberate gli animali!»

Da ieri e fino a domenica tre giorni di 'picchetto' proprio all'ingresso del circo 'installato' all'altezza di Raffa di Puegnago, sul lago di Garda. Sul 'campo', dalle 18 alle 22, una ventina di animalisti con striscioni e cartelli

L’ingresso del Circo Orfei attualmente in stallo a Puegnago del Garda sarà presidiato per tre giorni consecutivi da un folto gruppetto di animalisti, armati di cartelli e striscioni oltre che di un megafono improvvisato, con tanto di ‘cassetta’ di risonanza e microfono. La giornata inaugurale si è conclusa dopo quattro ore di ‘picchetto’, all’ingresso della struttura circense: a muoversi per prima la “libera cittadina” Alice, che pure nel suo recente passato ha comunque attivamente partecipato a più d’una battaglia animalista.

“Non siamo qui perché siamo contro il circo – spiega – siamo qui perché non è possibile che nel 2013 si debbano ancora sfruttare gli animali in questo modo. Trascinati via dai loro luoghi d’origine e costretti a vivere in cattività, oltre che continuamente trasferiti per seguire le esigenze della carovana. Una pratica che non possiamo più accettare, anche gli animali hanno una dignità”.

Sul posto, a dare pieno supporto, anche il Comitato di Green Hill, proprio quello che più di tutti ha contribuito alla ‘liberazione’ dei beagle di Montichiari. “Siamo contenti di appoggiare manifestazioni come questa – ci racconta Sara – perché il circo che sfrutta gli animali non è più nelle corde di una moderna coscienza etica. Una scelta che è pure diseducativa, e che sono in tanti a non accettare più: basta pensare al circo di San Polo a Brescia, costretto a ‘sloggiare’ in anticipo perché non ci è andato nessuno”.


Gli esempi richiamati sono tanti, anche in Europa: proprio nei giorni scorsi la scelta di Cipro, prima di loro paesi come l’Austria, la Germania o l’Olanda, che da tempo non accettano più entro i confini statali le esibizioni circensi che coinvolgono animali in gabbia o in cattività. A Raffa di Puegnano invece ce ne sono ancora diversi, dalle tigri ai cammelli, dalle capre ai pellicani. “Supportiamo anche la campagna nazionale di boicottaggio portata avanti da Nemesi An – spiegano ancora gli attivisti – perché il rischio che si corre, e lo dicono diversi psicologi, è quello di veicolare un’educazione al non rispetto per gli esseri viventi”.

La prima giornata intanto scorre via senza particolari problemi, “il nostro presidio è pacifico, non siamo qui per provocare ma per informare, sta poi ad ognuno fare la scelta che ritiene migliore”. In chiusura però, una piccola provocazione ci sta: “Provateci voi a stare in gabbia. E non per tutta la vita, ma per una settimana. Siamo sicuri che cambiereste idea immediatamente”.

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