In Piazza Duomo per dire no alle nuove tasse sul permesso di soggiorno

Sindacati e associazioni dei migranti in piazza per rivendicare equità e giustizia sociale. Contro la nuova sovrattassa che alza i costi del permesso di soggiorno fino a 200 euro: "Siamo bresciani anche noi"

Più il tempo passa e più mi sento bresciano. Abbiamo scelto tre storie per raccontare il presidio al Broletto, dove Cgil, Cisl e Uil uniti alle associazioni migranti hanno voluto manifestare la loro indignazione contro la sovrattassa imposta agli immigrati sui permessi di soggiorno, un ulteriore balzello che porta il contributo a un totale compreso tra gli 80 e i 200 euro. Una protesta che è andata in scena davanti a tutte le Prefetture d’Italia. “Siamo di fronte a una forzatura che deve essere per forza rimodulata – ci spiega Giovanna Mantelli della Cisl – e che penalizza pesantemente tutte le categorie, creando solo nuove problematiche. E a questa sovrattassa si aggiungono tempi spesso lunghissima: la Questura sta facendo un gran lavoro, ma solo a Brescia si contano 40mila immigrati, e c’è tanto arretrato da smaltire. Per questo chiediamo una maggiore attenzione da parte del ministero nei confronti di una Provincia come la nostra”.

La prima storia è quella di Mustapha, in Italia da più di 22 anni, solo qualche anno in meno di chi sta scrivendo questo pezzo. Lui il lavoro ce l’ha ma non può che essere solidale con chi sta peggio: “Già costava caro prima, ora ci hanno messo anche questa sovrattassa esagerata. Chi richiede il permesso di soggiorno per la prima volta dovrà pagare più di 227 euro! E chi è ancora in attesa di occupazione invece dovrà sborsare 107,5 euro.. Se non lavoro vuol dire che non ho soldi, se non lavoro non ho entrate”.



La seconda storia è quella di Wang Shengping, da 18 anni in Italia e da 14 anni cittadina italiana. Ha fatto l’assistente sociale e sanitaria, ora è mediatrice culturale, con un figlio già grande. “Questa tassa non è giusta, soprattutto in un momento di crisi come questo dove si fatica ad arrivare a fine mese. Non potevo non essere qua oggi, io comprendo profondamente le difficoltà dei migranti, capisco i loro problemi. Li ho dovuti affrontare anch’io”.

Un tema sempre attuale in una Provincia che in alcune zone conta un numero di immigrati che il percentuale supera il 20% della popolazione. “Proprio per questo chiediamo un forte investimento per il territorio bresciano – ci spiega invece Damiano Galletti della Cgil – la prima Provincia italiana per numero di immigrati. Serve una struttura in grado di reggerli questi numeri, numeri in continuo aumento”. Obiettivi condivisi, tra sindacati e associazioni: “Il ministro Cancellieri ha già dimostrato molta sensibilità, speriamo che comprenda la gravità della situazione. Bisogna cancellare l’aumento indiscriminato delle tasse sui permessi di soggiorno, e bisogna cominciare a mettere mano alla Bossi-Fini. Legare il permesso di soggiorno al lavoro in un momento di crisi non può che aumentare la clandestinità e dunque il lavoro nero. Una modalità illegale che non deve essere interesse dello Stato”.

La terza storia è quella di Benaissa Hanchi, già noto alle cronache bresciane come il coraggioso immigrato che tempo fa è salito sulla cupola della Loggia. In attesa del rinnovo del permesso di soggiorno, si barcamena tra un lavoro e l’altro, tra Bergamo e Dello, tra montacarichi e giardini. “Faccio quello che posso, cerco sempre di dare il massimo. Ora aspetto il permesso di soggiorno perché io voglio restare qui. Dopo dieci anni comincio a sentirmi bresciano”. Più il tempo passa e più mi sento bresciano.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Investita nel parcheggio del centro commerciale: donna muore sul colpo

  • La testa schiacciata tra la gru e il tetto: così è morto Antonio, padre di tre figli

  • Il dramma di mamma Mara, uccisa a bastonate: aveva una bimba di 5 anni

  • Mara è stata uccisa di notte tra i campi, come il padre nel '93

  • Notte di paura: si trova un orso davanti e lo travolge con l'auto

  • Cane rinchiuso per mesi al buio: era costretto a vivere tra feci e urine

Torna su
BresciaToday è in caricamento