PCB, l’affondo di Iacona: «Politici corresponsabili del disastro»

Durissimo attacco del direttore della trasmissione Presa Diretta di Rai Tre, a poco più di sei mesi dallo scandalo della messa in onda: "A Brescia un processo di rimozione politica che coinvolge anche la magistratura"

Riccardo Iacona

Riccardo Iacona torna sull’affaire bresciano della Caffaro ed entra a piedi uniti sulla questione, a poco più di sei mesi dal clamore che aveva suscitato l’inchiesta di Rai Tre. Mesi in cui “non si è fatto ancora nulla” e in cui “le complicità e le omissioni” denunciate dalla trasmissione sono rimaste tali, nell’ottica di un processo di “rimozione politica che ha coinvolto anche la magistratura”.

Accuse durissime, forse la replica tanto attesa agli ‘attacchi’ su più fronti che erano piovuti sull’inchiesta firmata Presa Diretta: il sindaco Paolo Corsini, chiamato direttamente in causa, l’assessore Paola Vilardi che all’epoca si occupava dell’ambiente e dell’inquinamento cittadino, l’ASL di Brescia che contestava alcuni dati sull’incidenza di tumori e PCB.

“La storia dei siti da bonificare è una storia di reiterate negazioni e rimozioni – ha spiegato Riccardo Iacona – con la politica assente e incapace di assumersi qualsiasi responsabilità davanti alla popolazione”. Un problema che coinvolge più d’una generazione di ‘quadri’: “Il caso Caffaro è l’esempio nazionale di come amministratori e istituzioni abbiano volutamente sottostimato la gravità della situazione”.

Peggio ancora, continua Iacona, sono stati fatti passare massaggi di “rassegnazione, come se con il PCB ci si potesse convivere, nascondendosi dietro il lento ripetersi delle ordinanze”. Responsabilità diffuse e condivise: “Nessuno di chi doveva ha avuto il coraggio di dire ai cittadini che c’è un pezzo di Brescia dove abitare porta malattie. Nessun sindaco ha poi chiamato la comunità per dire come stavano le cose”.

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