Scia di polemiche per Portamb: «Il tecnico regionale a pranzo con i dirigenti»

Ad una settimana dall'ultimo sopralluogo e a meno di un mese dalla prossima Conferenza dei Servizi ancora alta la preoccupazione per un impianto di trattamento rifiuti già definito mastodontico, tra Ciliverghe e Macina

A una settimana dall’ultimo e contestato sopralluogo i malumori attorno al progetto di Portamb non sono affatto sopiti. Un mastodontico impianto di trattamento rifiuti con un potenziale, come ricordato dagli ambientalisti della Collina dei Castagni, di oltre 1000 tonnellate al giorno, per un totale di circa 400mila tonnellate ogni anno: nel complesso, 518 diverse tipologie, dalle scorie industriali e siderurgiche alle ceneri leggere alle polveri dei forni, fino alle scorie di fonderia. La polemica si è levata a seguito di una mancata comunicazione, per quel sopralluogo interlocutorio che “segna una nuova tappa dell’iter autorizzativo”: un incontro ‘tecnico’ fissato dalla Regione “senza previa consultazione delle realtà coinvolte”.

Realtà diffuse e di ogni stratificazione amministrativa: a livello istituzionale si sono mossi in direzione ostinata e contraria tutti e tre i Comuni che in un modo o nell’altro ne sarebbero direttamente o indirettamente coinvolti, Mazzano Castenedolo ma anche Calcinato, visto che l’impianto dovrebbe sorgere sul territorio di Ciliverghe (frazione appunto di Mazzano) al confine con la vecchia Masna, la Macina, frazione invece di Castenedolo. Accanto al ripetuto no di sindaci, assessori e affini anche una sontuosa (e per davvero) raccolta firme, che ha raggiunto la quota non indifferente di 12mila adesioni, oltre ad una serie rilevante di mobilitazioni popolari.

L’ultima, seppur simbolica, proprio lo scorso venerdì, quando decine e decine di cartelli e striscioni hanno accolto i tecnici nel cammino che porta all’area “incriminata”, quella dove l’impianto dovrà essere realizzato. Venti volte peggio di una discarica, si diceva ancora nel 2010, in un’area come quella di Brescia Est che ormai “è davvero una pattumiera a cielo aperto”, e per un impianto che a conti fatti potrebbe rimanere operativo per almeno una cinquantina d’anni. Il prossimo passo è una nuova Conferenza dei Servizi, programmata per il mese prossimo, e la scia delle polemiche difficilmente si placherà.

Non va dimenticato, hanno scritto gli attivisti della RAB Rete Antinocività Bresciana, che “il nome Portamb, tra le altre, è saltato fuori anche nelle indagini che hanno condotto all’arresto dell’allora presidente del Consiglio Regionale Nicoli Cristiani”. In ultimo, il fatto che nonostante la questione assai delicata, “la Regione si sia presentata al sopralluogo con un unico delegato”.

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Delegato che, denunciano gli ambientalisti, “se n’è andato a pranzo con i dirigenti Portamb, con buona pace per neutralità e democrazia”.

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