Scuole chiuse per coronavirus, prof si offre come babysitter: "Nessuno mi ha chiamato"

Il gesto di generosità apprezzato, ma non sfruttato, di un’insegnate di francese di Pisogne.

Gloria Caricato

Scuole chiuse, aule vuote e bambini a casa. Da ormai quasi due settimane migliaia di famiglie bresciane devono riorganizzare la routine quotidiana e trovare - in assenza di nonni o altri parenti disponibili - qualcuno a cui affidare i propri figli. Per molti l’unica soluzione possibile è quella di assumere una babysitter. Una spesa non indifferente, che spesso si aggiunge alle rette di asili nido e scuole materne (già pagate per il mese di febbraio e da saldare per quello di marzo) nonostante le strutture - pubbliche o private che siano - siano chiuse da settimane.

Ecco perché il gesto di solidarietà di Gloria Caricato, 29enne leccese da poco approdata in riva al lago d’Iseo, ha ricevuto un’ovazione generale sui social. La giovane professoressa di francese - da settembre insegna alle scuole medie di Pisogne - ha pubblicato un messaggio sulla pagina Facebook del Comune dove insegna, offrendosi come baby sitter a titolo gratuito.

“Volevo sdebitarmi per la calorosa accoglienza che ho ricevuto, mettendomi a disposizione della comunità che mi ha accolta e delle famiglie. Ho sempre fatto volontariato e in un momento difficile come quello che stiamo vivendo il minimo che potessi fare era mettere a disposizione il mio tempo”, ci ha spiegato la giovane insegnante.

Una piena disponibilità applaudita, ma non raccolta. Eppure sui social non si contano i messaggi di genitori disperati che non sanno a chi affidare i propri figli.

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“Ho pubblicato il post domenica e in tre giorni nessuno mi ha mai contattata. Non credo sia un problema di mancanza di fiducia, molto probabilmente si erano già tutti organizzati: meglio così”, conclude l’insegnate che, dato il prolungamento della chiusura delle scuole, ha fatto le valige ed è tonata a Lecce dalla sua famiglia.  

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