"Raccontate il giorno più brutto": l'alunno racconta l'uccisione della madre

Nell'aula di tribunale, l'avvocato legge il tema scritto dal figlio maggiore di Daniela Bani, uccisa a coltellate dal marito ora latitante

Il processo d'appello si è chiuso ieri con la conferma della condanna a 30 anni di carcere per Chaabi Mootaz, assassino della moglie, Daniela Bani, di Palazzolo sull'Oglio. Colpi di scena, come previsto, non ce ne sono stati, attenuanti che potessero alleviare la pena non erano nemmeno da prendere in considerazione. Il colpevole, però, è latitante, nascosto chissà dove in Tunisia, e dunque impunito.  

Nell'aula di Tribunale si sono vissuti momenti di commozione quando l'avvocato della famiglia della vittima, Pietro Pasini (affiancato dalla collega Stefania Battistelli), su espresso desiderio di padre e madre di Daniela, ha letto alcuni passaggi del tema svolto in classe dal loro nipote, presente in casa al momento dell'assassinio, che frequenta la quinta elementare. Li riportiamo di seguito.  

Tema: Racconto un fatto realmente accaduto, la perdita della cosa a me più cara. 
Era una tranquilla mattina di sole, io stavo ancora dormendo, poi è arrivata mia mamma a svegliarmi vestita così: camicia a quadretti rossi e bianchi, jeans e coda di cavallo fermata da un cerchietto. Era più solare del solito, e non ho sentito mio fratello perché era andato all'asilo. Dopo che ho fatto colazione sono andato in camera a vestirmi, per andare a prendere mio fratello all'asilo, poi ho visto mia mamma e mio papà che andavano verso la loro camera e hanno chiuso la porta a chiave e da qual momento non ho più sentito mia mamma. Poi dopo qualche minuto ho visto passare per il corridoio mio papà però stavolta senza la mamma e mi sono chiesto: "Ma che fine ha fatto mia mamma?". 
E da quel momento non l'ho più vista. E a scriverlo mi sembra ancora di riviverlo per la seconda volta, ma la prima è più dolorosa, secondo me, delle altre e però non si può tornare indietro, se no l'avrei già fatto! Mi piacerebbe riaverla indietro e tenerla stretta, stretta a me. Ma purtroppo non si può fare, mi rimarrà per sempre nel cuore con dolore e rimpianto. Non me lo perdonerò mai, ma proprio mai. E l'importante è che resterà vicino a me con lo spirito, e andrò al cimitero quando potrò e la terrò sempre nel cuore, e in parte a me. 

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