"Giustizia per Raffaele": raccolte in pochi mesi più di 25.000 firme

Una petizione su change.org per chiedere che venga riaperto il caso di Raffaele Tirali, morto ormai quasi un anno fa mentre lavorava a Saint Moritz, in Svizzera. L'appello della sorella Francesca

Giustizia per Raffaele. Su change.org la petizione ha già raggiunto e superato le 25mila firme: l'obiettivo è arrivare a quota 35mila. A lanciare l'appello è la sorella Francesca: “Il 31 marzo 2015 mio fratello ha avuto un incidente sul lavoro al Chesa Chantarella di Saint Moritz in Svizzera, mentre spostava un frigorifero è stato schiacciato all'interno del montacarichi”.

“La Procura svizzera ci ha liquidati dicendo che mio fratello se l'è cercata e non ci sono colpevoli per la sua morte. Il 10 febbraio la causa è stata archiviato come suicidio. Non possiamo permetterlo. Chiediamo giustizia e verità”. E' passato quasi un anno, ma i familiari ancora non si arrendono.

Raffaele Tirali lavorava in Svizzera quando è morto schiacciato dal frigorifero che stava trasportando. Da allora se ne sono scritte tante: la famiglia chiede che sia fatta giustizia. Oltre alla sorella Francesca anche i genitori, mamma Anna e papà Moreno. Raffaele aveva solo 23 anni.

Originario di Vestone, da tempo abitava a Paitone. “Dopo otto mesi di indagini è arrivato il faldone degli avvocati, le indagini sono concluse – scrive ancora la sorella – In pratica abbiamo scoperto che la Procura svizzera non ha riconosciuto l'incidente sul lavoro. Ma sono tante le cose non chiare e le incongruenze”.

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