Braccia rotte all'ospedale di Treviglio, neonata trasferita al Civile

La denuncia di Federconsumatori per un fatto che risale allo scorso 13 dicembre: "Abbiamo taciuto il caso per le possibili conseguenze negative. Nessuno ci ha dato una risposta, ora è troppo"

Umberto Dolci, presidente bergamasco di Federconsumatori, porta alla luce un caso di malasanità risalente al 13 dicembre dello scorso anno, quando una neonata di soli tre giorni venne portata al Civile di Brescia con le braccia fratturate.

Il ricovero, però, era dovuto al trasferimento da un'altro ospedale, quello di Treviglio, dove la piccola venne trovata con gli arti gravemente lesionati.

Così si legge in una nota dell'associazione dei consumatori della Cgil: "Verso la fine gennaio di quest’anno, hanno chiesto assistenza e tutela i genitori di una bimba nata sana nell’ospedale di Treviglio il 10 dicembre 2013. Bimba che, tre giorni dopo essere stata partorita nel reparto di Ostetricia e Ginecologia, è stata trovata presso il nido dell’ospedale medesimo con le piccole braccia fratturate".

"In attesa della guarigione della paziente - continua il comunicato - , dopo avere attivato le necessarie procedure legali, consapevoli della delicatezza del caso e preoccupati delle possibili ricadute negative che la pubblicizzazione di tale evento avrebbe potuto innescare, soltanto il 10 aprile, a fronte di nessuna scusa e giustificazione presentata ai genitori, abbiamo segnalato l’accaduto all’Asl provinciale perché fossero attivate verifiche finalizzate a capire cosa fosse successo e le relative responsabilità".

Federconsumatori, tuttavia, denuncia di non aver avuto risposte alcune dall'Azienda sanitaria, e di aver inoltre chiesto chiarimenti all'assessore alla Salute della Regione Lombardia, Mario Mantovani, avendo in cambio - anche in questo caso - solo silenzio. A questo punto è arrivata la decisione di rendere pubblica la notizia, "più preoccupati di come i pazienti possono essere 'trattati' nel nosocomio trevigliese che non del nome della medesimo". Decisione presa dopo aver sentito i genitori della bimba, che ancora non hanno avuto spiegazioni sull’accaduto.

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