5.000.000 di alberi per salvare la Bassa dall'inquinamento

La proposta di Legambiente per 'riforestare' la Bassa Bresciana: 5 milioni di alberi da piantare da qui al 2019, anche a fianco dell'autostrada, per mitigare l'impatto degli inquinanti e ricavarvi pure energia pulita

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Cinque milioni di alberi per salvare la Bassa dall'inquinamento e dagli effetti a lungo termine del caldo torrido dell'estate. Questo il progetto rilanciato da Legambiente – la prima proposta risale ad oltre un anno fa – e da realizzarsi da qui al 2019: un milione di alberi da piantare ogni anno, cominciando già dal prossimo autunno. Magari ispirandosi alle esperienze del mantovano – dove si piantano pioppi e pioppelle non solo per la legna – oppure al vicino 'Bosco di Emilio', tra Barbariga e San Paolo.

Il tema è caldo: ridurre gli impatti evidenti di infrastrutture come l'autostrada mitigandone gli effetti con la piantumazione di aree verdi. Alberi ad alto fusto, lenti a crescere ma di lunga durata, da 'installare' sia a fianco delle arterie stradali che nelle zone produttive: in parte all'autostrada soprattutto, dove l'idea sarebbe quella di 'costruire' un vero e proprio impianto boschivo in grado di assorbire gli inquinanti, le polveri degli scarichi delle auto, le microparticelle di metalli pesanti.

Una funzione ambientale ma anche energetica: non solo per utilizzarne la legna 'pura' ma anche per sfruttare le biomasse come combustibile per le piccole centrali termoelettriche già esistenti nella zona. Cinque milioni di alberi in cinque anni: ora il piano di 'riforestazione' c'è, non resta che aspettare, e sperare. Perché come ricordato da Legambiente servirà la collaborazione fattiva di tutti: i Comuni, la Provincia, la Regione, perfino il Ministero dell'Ambiente.

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