Strage di Ono San Pietro, Pasquale Iacovone resta in carcere

Respinta l'istanza avanzata dal legale Gerardo Milani, che chiedeva il trasferimento in una struttura sanitaria affinché il suo assistito potesse continuare la riabilitazione

I fratellini morti nell'incendio

Il Tribunale del Riesame di Brescia ha respinto l'istanza di scarcerazione avanzata dal legale di Pasquale Iacovone, l'imbianchino 40enne accusato di aver soffocato e poi bruciato i figlioletti Davide e Andrea, di 13 e 9 anni.

Il presunto autore della strage di Ono San Pietro, dunque, resterà dietro le sbarre del carcere milanese di Opera, dov'è stato rinchiuso il 22 gennaio scorso all'uscita dal centro grandi ustionati di Padova.

L'avvocato Gerardo Milani aveva chiesto il trasferimento in una struttura sanitaria perché, a sua detta, Iacovone necessita di un'assistenza incompatibile con le condizioni abitative di un penitenziario. Ogni giorno, infatti, deve effettuare esercizi di riabilitazione agli arti, a seguito degli innesti epidermici con cui sono state curate le ustioni sul 70% del corpo, riportate nel rogo dell'appartamento con cui, secondo l'accusa, cercò di uccidersi ed eliminare ogni traccia del duplice omicidio.

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