Ladro ucciso nel Milanese, Federica Raccagni: “Il proprietario ha fatto bene”

La vedova del macellaio di Pontoglio, ucciso con una bottigliata in testa durante una rapina in villa, esprime solidarietà nei confronti del pensionato di Vaprio D’Adda che, nella notte tra lunedì e martedì, ha sparato ad uno dei ladri che si erano introdotti nella sua abitazione. L’uomo, di 63 anni, è indagato per omicidio volontario.

Federica Raccagni © Bresciatoday.it

Federica Pagani Raccagni segue la vicenda di Vaprio d'’Adda passo per passo, rimanendo incollata alla tivù con i figli Luca e Sara. Quelle immagini le hanno riportato davanti agli occhi le scene della terribile notte in cui ha perso suo marito Pietro. L’otto luglio del 2014, una banda di ladri albanesi ha fatto irruzione nella sua villetta, suo marito se n’è accorto e - disarmato- ha cercato di fermarli: è stato raggiunto da una bottigliata in testa ed è morto in ospedale, dopo 11 giorni di agonia. Da quella notte Federica non riesce più a sorridere. Ogni giorno fa i conti con il dolore e con la rabbia e porta avanti la sua battaglia per chiedere la certezza della pena. 

Vaprio: Ladro ucciso durante furto,
proprietario indagato per omicidio
 
 

Cosa ha pensato quando ha saputo quello che è accaduto a Vaprio d’Adda? 
"Mentre guardavamo il telegiornale, io e i miei figli abbiamo pensato che, se Pietro avesse avuto una pistola e si fosse difeso, come ha fatto il pensionato di Vaprio d’Adda,  forse sarebbe ancora vivo; magari sarebbe in carcere, ma almeno potremmo vederlo. Trovo assurda tutta la polemica che si è scatenata intorno alla vicenda: quell’uomo ha difeso sé stesso e la sua famiglia e ha fatto bene. Io sono contro l’uso delle armi, tant’è che non ho mai pensato, nemmeno dopo quello che è accaduto alla mia famiglia, di comprare una pistola, ma capisco perfettamente cosa ha provato il pensionato. Sono attimi difficilissimi, la paura non ti fa ragionare, ci si difende come si può. Mio marito è sceso per le scale per fermare i ladri e ha pagato con la sua vita. Quelle persone non si sono fatte tanti scrupoli, hanno lasciato Pietro agonizzante a terra, a loro interessava solo rubare l’auto".

Il pensionato è indagato per omicidio volontario è d’accordo?
"Assolutamente no. Cosa doveva fare? aspettare che quei ladri facessero del male alla sua famiglia, si è solo difeso e ha protetto i suoi cari. È la legge che è sbagliata, come si fa a stabilire l’eccesso di legittima difesa?  In quegli istanti non si ha il tempo per pensare alla cosa giusta da fare: ti trovi davanti un malintenzionato e reagisci. Quell’uomo aveva già subìto altri furti, per questo è arrivato a questo punto, ha tutta la mia solidarietà".

Il governatore della Lombardia Maroni ha annunciato su Twitter che la Regione si farà carico delle spese processali del pensionato, anche a lei è stata fatta questa offerta?
"Sì, è dallo scorso dicembre che mi promettono aiuti economici. Maroni mi ha fatto delle belle promesse, mi ha detto che avrei partecipato ad un bando della Regione per le vittime dei furti finiti in tragedia, che mi avrebbero coperto le spese degli avvocati e dato altri contributi per la macelleria che devo portare avanti senza mio marito, ma non ho ancora visto un euro".

Venerdì 23 ottobre Federica sarà in tribunale per una nuova tappa del processo ai componenti della banda albanese ritenuta responsabile della rapina in villa e vedrà per la prima volta in viso il quarto uomo, arrestato in Croazia pochi giorni fa, dopo una lunga latitanza. Fuori dal Tribunale di Brescia, a sostenerla, ci saranno  gli amici e i concittadini riuniti nel comitato “Uniti con Pietro nel cuore”. 

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