Omicidio Calvisano: Giuliana Moreni avrebbe potuto salvarsi

Martedì mattina l'ultimo interrogatorio per Donato Fanelli, l'uomo di 84 anni che ha ucciso la moglie con 40 coltellate. Su di lui l'ipotesi di un raptus di follia, uno squilibrio mentale che lo avrebbe trascinato al folle gesto

Giuliana Moreni

Un raptus di follia incontrollabile, ipotesi che potrebbe già essere confermata nell’interrogatorio di questa mattina. Si svolgerà nel reparto psichiatrico del Civile di Brescia, dove l’84enne Donato Fanelli è attualmente ricoverato: proprio lui, nelle prime ore di sabato mattina, ha ucciso la moglie Giuliana Moreni colpendola con una quarantina di coltellate, con una lama di 15 cm, quattro delle quali sarebbero risultate fatali.

Quarant’anni fa i primi segni di squilibrio dell’uomo, all’epoca aveva sfiorato il Trattamento Sanitario Obbligatorio. Poi la calma solo apparente, tanti gli scatti d’ira nel corso della loro vita coniugale, negli ultimi tempi la degenerazione forse accoppiata alla senilità impellente: in molti raccontano delle manie di persecuzione di Donato Fanelli, addirittura raccontava di aver paura di essere avvelenato nel sonno.

Giuliana intanto qualche sospetto l’aveva, il giorno prima della tragedia si era confidata con il prete, don Gabriele Facchi parroco di Calvisano, a lui aveva raccontato dei continui sbalzi d’umore del marito, a lui aveva chiesto aiuto perché preoccupata per la propria incolumità.

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Poche ore più tardi la follia si è compiuta, e l’incredibile omicidio che macchia di sangue una comunità intera, impreparata alla tragedia, impreparata alla morte improvvisa. E Giuliana che in un modo o nell’altro ha cercato di salvarsi, di opporre resistenza: così racconta l’autopsia, mentre in paese ci si prepara ai funerali, per salutare la “dolce nonnina” a cui tutti volevano bene.

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