In sciopero contro i tagli: «Tutti uniti per difendere Navigarda!»

Prima giornata di mobilitazione per le RSU della Navigazione Laghi, in vista di una lunga e difficile stagione, alle prese con i tagli governativi e con discutibili scelte di gestione. Per difendere i lavoratori, per difendere i servizi

Quattro ore di sciopero, tanto per cominciare. In contemporanea con la sede di Milano, e con gli operatori del Lago Maggiore e del Lago di Como. Sulla grande nave Andromeda, ancorata al porto di Desenzano del Garda, i rappresentanti sindacali e i dipendenti tutti insieme per far sentire la loro voce, mese dopo mese sempre più flebile, fin dalle manovre estive del 2011 targate Tremonti, per continuare poi con la stagione dei tagli confermata dal nuovo Governo tecnico di Mario Monti, la Legge 183, la Legge sulla stabilità finanziaria.

“La situazione è piuttosto grave, questo dobbiamo dirlo – spiega Giuseppe Leone della CGIL – Gli elementi di taglio sono stati tutti confermati, e il trasferimento delle spese di esercizio è stato dimezzato. Nonostante la Navigazione Laghi sia un settore portante del turismo e dell’economia gardesana, un’azienda che funziona e che per il territorio deve essere una risorsa, e non un problema. La riorganizzazione in atto colpisce in primo luogo l’utenza, ma colpisce anche il personale e i lavoratori stagionali, i lavoratori più deboli”.

Sono 130 i lavoratori stagionali assunti anno dopo anno, difficilmente verranno confermati. E oltre alla riduzione degli orari e dei servizi, già diminuiti del 20%, si corre il rischio di dover affrontare un aumento del costo del biglietto, quasi un terzo in più. Uno sciopero simbolico per chiedere al Governo di cambiare politica, per il lago di Garda e per tutta la navigazione, per riconoscere il ruolo fondamentale del Trasporto Pubblico Locale. “Questo è un problema che nasce da lontano – aggiunge Mauro Scalvini della CISL – Con la liberalizzazione del settore il TPL è ormai in ginocchio. Per quanto riguarda la Navigazione Laghi cercheremo in ogni modo di avere risposte precise, per garantire un servizio di qualità al territorio dei tre laghi”.

Il taglio dei fondi non può che peggiorare le condizioni di lavoro e di servizio. Una riorganizzazione che a detta di molti ha del paradossale, di fronte a un’azienda che funziona e che ogni anno garantisce il trasporto a più di 2,3 milioni di passeggeri. Da tempo si parla di una nuova gestione del TPL, nel caso di Navigarda una gestione federale e locale, una gestione pubblica partecipata anche dagli enti locali rivieraschi, un lavoro di sinergia per poter offrire un servizio sempre migliore. “E invece si pensa ad altro – commenta amaro Roberto Bellè della UIL – ad una ristrutturazione economica e aziendale a costo zero, e a pagare come sempre sono i lavoratori. Basterebbero cinque milioni per il vero risanamento, ma siamo costretti a parlare di composizione minima degli equipaggi, della cancellazione dei contratti di secondo livello, della riduzione di corse e servizi”.

A cui si aggiungono il blocco delle assunzioni, e il rischio concreto della disdetta degli accordi sindacali. “Siamo ancora qua – sospira Pietro Lettori, CGIL – Stiamo vivendo un film già visto, in cui cambiano i protagonisti ma non le dinamiche. Siamo qui a lottare con questo strano fenomeno dal 2006 ad oggi, un paradosso che riguarda un’azienda in continua crescita, tra ulteriori collegamenti, nuove corse, e ogni anno il record di presenze e di passeggeri”. Poi ci si mette anche la Legge 217 del 2012, e un ulteriore aumento dell’IVA. “Questo Governo fa solo somme e sottrazioni, senza analizzare a fondo le realtà produttive e aziendali. La Navigarda è un’azienda statale, le accise sul gasolio e sui pezzi di ricambio sono soldi che entrano ed escono dalla stessa parte”.

Mentre in cantiere si sta lavorando a una nuova nave, dal costo complessivo di 7,5 milioni di euro. Altro paradosso di questo Paese un po’ strano, che spesso preferisce difendere gli interessi particolari e non quelli generali. Ma dagli uffici alle navi, dal cantiere ai moli, la mobilitazione non finisce qui, e verranno presto annunciate nuove giornate di sciopero, ovviamente nel pieno rispetto della Legge 146. “Chiediamo alla politica una nuova assunzione di responsabilità – questa la voce delle RSU – Vogliamo coinvolgere il territorio e i cittadini, gli enti locali e le istituzioni. Per difendere il carattere unico di un’azienda come questa”.

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