"Era drammatico: Nadia sapeva che sarebbe morta, ma non perdeva il sorriso"

"Soffrivamo il fatto che lei soffrisse. È stata bravissima a portare avanti tutto, nonostante gli attacchi e le operazioni, ma è difficile stare vicino a una persona che ha il destino segnato. E Nadia lo sapeva. È andata avanti lo stesso, ha condotto il programma sapendo che sarebbe finita così".

In una toccante intervista rilasciata a Il Messaggero, Davide Parenti, autore del programma televisivo Le Iene, parla della lotta contro il cancro, durata quasi due anni, della giornalista e conduttrice Nadia Toffa (oggi, venerdì 16 agosto, si terranno le esequie in Duomo a Brescia).

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Secondo Parenti, dunque, Nadia sapeva che non ce l'avrebbe fatta, ma, nonostante tutto, non ha mai smesso di lottare e di perdere il sorriso: "Questa era la cosa drammatica. Era su di morale, era la più up di tutti, ma fra di noi sapevamo come sarebbe finita la vicenda. Però lei aveva una parola di entusiasmo per tutti, anche per i compagni di conduzione quando facevano le prove".

Nadia non voleva essere trattata da malata e - proprio per questo - preferiva piuttosto considerarsi una guerriera, una persona che non ha la minima intenzione di arrendersi: "Il fatto che lavorasse l'ha tenuta in vita più di quanto la malattia le potesse permettere - aggiunge ancora Parenti -. È una malattia spietata. Quando ti dicono che hai quella cosa, in quel posto, e di quel tipo, basta che guardi su internet per leggere che hai al massimo dieci mesi. Lei ne ha fatti venti. Ovviamente sono stati bravissimi i suoi dottori, ma aver continuato a lavorare, avere un appuntamento cui tornare, un impegno con il pubblico, era per lei una delle ragioni per continuare a vivere".

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