Morte di Emanuele: condannato il ragazzo che gli ha venduto la droga

E' stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione Davide Calubini, il ragazzo accusato di aver venduto gli allucinogeni a Emanuele Ghidini, che poi quella notte si gettò nel fiume Chiese

Una lunga attesa prima della sentenza: spaccio e omicidio colposo, sono queste le accuse che al giovane Davide Calubini costeranno due anni e quattro mesi di reclusione. Sarebbe stato lui a comprare ma soprattutto a vendere la droga a Emanuele Ghidini, morto annegato nel fiume Chiese dove si sarebbe buttato sotto l'effetto si sostanze allucinogene.

Era il 24 novembre del 2013, ormai più di quattro anni fa: Emanuele aveva soltanto 16 anni. Erano andati a una festa, a Muscoline, qui avevano preso un “trip”, un francobollo imbevuto di allucinogeni. Sarebbero stati gli effetti della droga a trascinare il giovanissimo Ghidini verso quel tuffo maledetto, e fatale.

In prima battuta venne accusato Claudio Berardinelli, in primo grado condannato a più di 5 anni di carcere: in appello la pena venne ridotta, derubricato dall'accusa di omicidio colposo (e condannato a 2 anni solo per spaccio). Non sarebbe stato lui a vendere la droga a Emanuele, ma il coetaneo Calubini.

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