"Amore mio, sposiamoci", ma in realtà gli deve un debito per la cocaina

L'intervento della Polizia Locale ha interrotto il matrimonio in scena al municipio di Montichiari: ragazza bresciana costretta a sposarsi per i debiti di droga

Foto d'archivio

Un matrimonio obbligato per saldare un debito di droga: in questo modo il pusher avrebbe ottenuto la cittadinanza italiana, e la giovane lo storno di quanto dovuto, circa 1.000 euro. Ma il piano è saltato per l'intervento della Polizia Locale, che ha fatto irruzione in municipio mentre i due si stavano sposando, e ha arrestato lo spacciatore, la moglie e il nipote di 19 anni.

A Montichiari una storia incredibile

Una storia che ha dell'incredibile, ma è successa (davvero) a Montichiari. Sono vari i protagonisti della vicenda: uno spacciatore albanese di 42 anni, la moglie di 40, il nipote di 19, una ragazza bresciana di 30 anni che nei loro confronti avrebbe contratto un debito di un migliaio di euro, per l'acquisto di cocaina.

Soldi che non sarebbe mai stata in grado di saldare, per i suoi problemi di droga, dunque la proposta indecente: un matrimonio combinato, con cui lei avrebbe ripagato i suoi debiti, regalando così al pusher la cittadinanza italiana. Tutto era stato organizzato nei minimi dettagli: la cerimonia in municipio, i testimoni (amici della ragazza) ignari di quanto stesse succedendo.

Matrimonio alla cocaina

La Polizia Locale però ci ha visto giusto: gli agenti hanno voluto approfondire il matrimonio sospetto. Da una parte, infatti, un uomo che era già sposato. Dall'altra una ragazza già fidanzata da tempo. Nel mezzo, lo spaccio di cocaina. Così il blitz in municipio, che ha scatenato il panico: il pusher è stato arrestato, la moglie e il nipote sono fuggiti a casa.

Gli agenti li hanno intercettati mentre cercavano di scappare: nella loro abitazione è stato recuperato più di un etto di cocaina, nascosto in uno zaino, due assegni da 1.200 euro e altri 3.000 euro in contanti. Tutto è stato sequestrato, in attesa di ulteriori accertamenti. Il pusher 40enne e il nipote sono già stati trasferiti in carcere. Per la moglie è stato disposto l'obbligo di firma.

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