Giornata della Collera: i costruttori invadono piazza Affari a Milano

Diecimila caschetti gialli da lavoro punteggiano il selciato di piazza Affari, a Milano: è la 'Giornata della collera', organizzata dall'associazione delle costruzioni edili "per dichiarare la volontà di fermare un inarrestabile declino"

Basta promesse, le imprese sono arrabbiate. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, richiama all'ordine le forze politiche impegnate nella campagna elettorale. "Non servono annunci e promesse, chiediamo interventi concreti e coraggiosi da parte della politica per uscire dalla crisi", tuona Squinzi, al telefono, rivolto alla platea riunita nell'ex parterre della Borsa per la Giornata della collera, organizzata da 20 associazioni del settore delle costruzioni per chiedere di rilanciare un comparto in crisi.

Fuori, il selciato di Piazza Affari viene coperto da 9 mila caschetti gialli, a ricordare i posti di lavoro persi nel settore delle costruzioni, solo a Milano, nel 2012. "E' il giorno in cui le imprese fanno sentire il loro stato d'animo che non può essere benevolo", sottolinea il numero uno di Confindustria.

"E' un grido d'allarme - spiega - per riportare la politica al dovere di arrestare il declino e rilanciare la crescita". Alla manifestazione, cui prendono parte circa mille persone, intervengono i candidati a governatore della Lombardia, Giorgio Ambrosoli e Roberto Maroni, oltre a Nichi Vendola, Oscar Giannino e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

Anche a loro, gli organizzatori della Giornata della collera ricordano che nell'edilizia la perdita produttiva tra il 2008 e il 2012 ha raggiunto il 26% in termini reali, vale a dire 23 miliardi di euro in meno, e ha riportato i livelli di produzione a quelli di 40 anni fa. Una domanda aggiuntiva di 1 miliardo di euro nelle costruzioni genera invece una ricaduta complessiva nell'intero sistema economico di 3.374 milioni e un aumento di 17.000 occupati.

La collera, peraltro rimasta al livello di protesta pacifica, si traduce poi in un manifesto per un appello alla classe politica perché trasformi le istanze del settore in azioni rapide e in provvedimenti legislativi. Le imprese del comparto infatti - dicono gli organizzatori - ormai sono allo stremo.

"Ci aspettiamo - sintetizza Claudio De Albertis, presidente di Assimpredil Ance - risposte concrete per fronteggiare l'emergenza: un cambio di rotta nelle politiche fiscali che possano divenire strumenti premiali di crescita; il rispetto degli accordi contrattuali e il pagamento del dovuto; azioni di riattivazione della leva del credito per le imprese e le famiglie; un vero alleggerimento del peso della burocrazia; l'intensificazione della vigilanza e del controllo per stanare e combattere chi opera fuori dalle regole; il sostegno alla domanda per far ripartire gli investimenti nel settore".

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