Precipitano nel vuoto per 200 metri: addio a Michele, gravissima la compagna

Primo incidente mortale sulle montagne bresciane: la vittima è il 44enne milanese Michele Spada. Gravissima la ragazza che era con lui

Michele Spada (Facebook)

Si chiamava Michele Spada la vittima della prima, tragica caduta dell'anno sulle montagne bresciane: in una sola settimana è già il quarto morto, in tutto il Nord Italia, tra cui due bambini. Milanese di 44 anni e considerato un alpinista esperto, Spada stava attraversando il Cornone del Blumone, di fronte alla Piana del Gaver, insieme alla compagna di circa 35 anni, anche lei alpinista esperta. Ma qualcosa è andato storto.

I due sono precipitati nel vuoto per oltre 200 metri: Spada è morto sul colpo, per le botte ricevute, la giovane donna invece è ancora viva ma in gravissime condizioni. E' stata trasferita d'urgenza, in elicottero, al Civile di Brescia: arrivata in ospedale ha avuto un aarresto cardiaco, ma è stata rianimata. La prognosi è riservata, con politraumi su tutto il corpo e in particolare la frattura del bacino.

Si cerca ancora di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell'accaduto. I due stavano scalando lungo un canale del Blumone, finché qualcosa non è andato storto. L'allarme è stato lanciato poco dopo le 10 da un'altra coppia di alpinisti che avrebbe assistito alla scena. La centrale operativa del 112 ha inviato sul posto l'elisoccorso, decollato da Brescia, e una squadra del Soccorso alpino: gli interventi di recupero si sono conclusi nel primo pomeriggio.

La cronaca della tragedia

La salma di Spada riposa all'obitorio dell'ospedale di Esine, a disposizione della magistratura (che però a quanto pare non avrebbe intenzione di predisporre alcuna autopsia). Nel pomeriggio sono stati allertati i familiari. I due alpinisti avevano dormito al rifugio Tita Secchi, pronti ad attraversare il Blumone in mattinata.

Avevano già superato il confine, attraversando il versante camuno, in territorio di Breno, a 2843 metri d'altitudine. Poi l'improvvisa caduta, il volo in un vuoto che sembra non finire mai, la tragedia di un istante. E a poche decine di chilometri di distanza, un'altra vittima: il 47enne Ilario Tebaldi, morto in quota a 1700 metri, precipitato da un sentiero alle Tre Croci di Valbondione, in provincia di Bergamo.

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