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Da Sant’Eufemia la Metro che si espande: «Fino ad Ovest con il tram»

Negli spazi del deposito della Metro di Via Magnolini la proposta di estendere il servizio integrandolo con il tram per tutta l'area metropolitana ad ovest di Brescia. Abbiamo incontrato Rolfi e Prignachi, che risponde pure a Balotta

Alessandro Gatta 11 aprile 2013

Fare lobby per “riattivare il territorio”, migliorare l’esistente per razionalizzare costi e spese, sfruttare al massimo le potenzialità di un progetto mastodontico come la metropolitana di Brescia. Proprio al capolinea, proprio negli ampi spazi del deposito di Sant’Eufemia, in Via Magnolini si è tornati sul merito dell’attuazione di un servizio tram-treno nell’area ovest della città, anche fuori confine, magari sbirciando dove le cose funzionano, anche in altri Paesi d’Europa, e in questo Walter Finkbohner (esperto in sistemi ferroviari) con una panoramica appunto europea, o Mauro Calzecchi del ministero dei Trasporti sull’integrazione plurimodale nei sistemi di trasporto.

“La Metro di Brescia può così diventare il punto di riferimento a cui sviluppare intorno proposte e servizi di qualità – racconta a BresciaToday Valerio Prignachi, presidente di Brescia Mobilità, poco dopo il suo intervento pubblico all’auditorium – L’ipotesi è intelligente, le opzioni ci sono già: sfruttare le linee a carattere locale dedicate, le tante stazioni, le reti già esistenti. Un blocco infrastrutturale che va considerato come una vera opportunità, il sistema ferroviario integrato che permetta di convergere il traffico anche giornaliero che si dirige verso la città. Ci sono ovviamente particolari da sistemare, alcune linee degli autobus, i parcheggi, il tutto però in ottica di un programma d’esercizio almeno orario. La prospettiva è quella di un abbattimento dell’inquinamento da traffico veicolare, sulla strada di un senso complessivo di rete che oggi ancora manca”.

Qualche buon esempio, ha ricordato Luigi Legnani (amministratore delegato di Trenord), come la ferrovia Brescia Iseo Edolo: dal capoluogo alla ‘capitale’ del Sebino “i tempi di percorrenza si aggirano sui 30 minuti, da Brescia a Edolo invece meno di due ore”. Sul trenino, al capolinea, incontriamo al volo il sindaco Adriano Paroli che ha da poco concluso i saluti introduttivi e che ora si dirige verso il centro, al ritorno ci facciamo qualche fermata con Fabio Rolfi, tra i relatori del convegno organizzato da Brescia Mobilità. “Il progetto di integrazione tram-treno è ancora in studio di fattibilità ma è già ipotesi concreta e sostenibile – ci racconta l’ex vicesindaco di Brescia, ora in Consiglio regionale – L’idea di estendere l’area della Metro senza più ricorrere a progetti ‘vecchi’ e ormai fuori dalla contingenza economica, proponendo l’integrazione tra sistemi esistenti, riutilizzando infrastrutture che già ci sono e che per questo possono coesistere tra loro”.


Estendere la Metro, continua Rolfi, “di modo da poter incrementare il bacino d’utenza e d’utilizzo, onde evitare il rischio di una sofferenza probabile, sia nei termini dei costi e degli ammortamenti che nei termini delle reali necessità dei cittadini”. Impossibile non richiamare alla breve memoria le recenti polemiche sollevate da Legambiente Lombardia, e dal suo responsabile trasporti Dario Balotta, proprio sull’implementazione della linea tra Brescia e Castegnato, un’idea che fu di Prignachi. “Rivendico con orgoglio questa sperimentazione – spiega proprio il presidente di Brescia Mobilità – che ci ha consentito di dimostrare che si può fare, e che le linee bresciane hanno le caratteristiche per proseguire con questo tipo di integrazione. Un’esperienza tutt’altro che inutile, anche la Regione lo ha riconosciuto”.

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Sulla polemica a distanza con Balotta si era espresso anche Fabio Rolfi, ieri decisamente più diplomatico: “Anche la Lega ai tempi aveva valutato in modo negativo sul progetto MetroBus, soprattutto per quanto riguardava il piano finanziario. Ma non possiamo più ragionare come se la Metro non ci sia: la metropolitana di Brescia c’è e funziona, e la città intera sarà sempre più intimamente legata al suo nuovo perno, il perno del sistema di trasporto pubblico”.

Valerio Prignachi
Buffalora
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