Metropolitana Brescia: occhi elettronici contro i «portoghesi»

Nelle prossime settimane l'avvio del progetto dei "tornelli elettronici": telecamere di controllo che monitoreranno i 'passanti' in entrata e i biglietti effettivamente obliterati. Lotta dura ai 'portoghesi' del metrò

Una soluzione tecnologica ai furbetti della metropolitana, quelli che non pagano il biglietto. Dall’inaugurazione del 2 marzo scorso infatti, secondo le stime e i dati diffusi da Brescia Mobilità, sarebbero ben 350mila gli ‘evasori’ del ticket Metrobus, quelli che in assenza di controlli filano via dritti, salgono sul trenino e si fanno beffa di chi il biglietto invece lo paga.

Nel corso dei mesi abbiamo assistito all’aumento esponenziale dei controlli ‘umani’: una cinquantina di steward posizionati lungo il percorso cittadino, all’ingresso o all’uscita delle stazioni, perfino all’interno dei convogli, a rotazione tra le varie fermate.

A dar man forte ai controllori in carne ed ossa anche un innovativo processo di analisi su cui ha pesato non poco la collaborazione con la facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia. Nelle prossime settimane, in via sperimentale, saranno installati nella fermata della Stazione FS i cosiddetti “tornelli elettronici virtuali”, sistemi di controllo ‘visivo’ basati su calcoli e analisi in tempo reale.

In parole povere, le telecamere installate in entrata registreranno il numero di ‘passanti’, quelli cioè che si avviano ad attendere il trenino in arrivo. Da qui il calcolo in tempo reale di un apposito software, che si occuperà di monitorare il numero dei biglietti, degli abbonamenti o delle tessere obliterati uno dopo l’altro.

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Un calcolo preciso, che non darà scampo ad alcun dubbio. Ma, statistiche alla mano, qualche furbetto rimarrà sempre: il dato è fisiologico, dalla metro di New York a quella di Pechino.

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