Mazzano: 400mila tonnellate all’anno di rifiuti speciali trattati

Da più di due anni si discute del progetto presentato dalla Portamb srl: se la Regione l'ha prima respinto ora sembra tutto pronto, spostato di soli 500 metri. "L'impianto è venti volte peggio di una discarica"

Oltre 500 tipologie diverse di rifiuti che comportano lavorazioni complesse e spesso anche pericolose, trattamenti chimici e lavorazioni particolari. Sono ormai più di due anni che su Mazzano pesa la spada di Damocle di un nuovo impianto di trattamento di rifiuti speciali non pericolosi, progetto presentato e firmato dalla Portamb srl, progetto che davanti a sé ha avuto fortissime opposizioni, da parte dei cittadini ma non solo.

Associazioni ambientaliste, comitati, anche le stesse istituzioni.. perfino la Regione Lombardia in un primo momento avrebbe negato il permesso alla realizzazione dell’impianto. Già alla fine del 2009, pochi mesi dopo la presentazione del progetto denominato ‘Delocalizzazione impianto esistente di trattamento rifiuti e contestuale rilascio di Autorizzazione Integrata Ambientale’ vari gruppi cittadini si erano fatti avanti con una contestazione anche non troppo timida: “Il piano non si riferisce a una discarica – si legge sul blog di VivereMazzano – che agisce in un tempo limitato, ma a un impianto di trattamento che arreca un disagio venti volte superiore”.

In tutto si parla di più di 350mila tonnellate all’anno, in un’area adiacente alla Cascina San Valentino, proprio ai piedi del Colle Coeli Aperti. Rigettato il primo progetto ne arriva subito un altro, che sposta l’impianto di lavorazione di poco meno di 500 metri. Difficile che questo cambi qualcosa, e Legambiente lo ha fatto subito notare: “Quella che sembrava una vittoria ha invece il sapore di una sconfitta. Anzi, di un’autentica presa in giro”.

E poi ci sono i soliti sospetti, quando si legge che tra Portamb srl e Brebemi, tra Pierluca Locatelli e gli impianti di Calcinate Biancinella, e quindi anche Nicoli Cristiani, i rapporti sono attivi e redditizi. “Ho notato che qui sulla scoria c’è parecchio ferro, come mai? – si chiede il tecnico di cantiere della Brebemi in un’intercettazione pubblicata dall’Eco di Bergamo il 9 dicembre scorso – e c’è anche molta parte bianca, ogni tanto ci sono quelle palline bianche..”

Il quotidiano bergamasco continua così: “Lo stesso giorno Gregori (responsabile logistica gruppo Locatelli, ndr) riferisce a Walter Rocca (responsabile impianto Calcinate, ndr) le lamentele ricevute. Nella conversazione si apprende che il materiale conferito in Brebemi proveniva non da Biancinella, ma dalla Portamb di Mazzano”. Società che nei successivi interrogatori però pare essere esente da colpe: “Le intercettazioni assunte dagli inquirenti si riferivano a movimenti di materiale già trattato e ormai privo della qualifica di rifiuto, che la ditta Locatelli acquistava dalla Portamb”.

“Materiale corredato dalla necessaria documentazione di analisi, poi rivenduto, allegando a sua volta le medesime analisi, a Brebemi”. L’unica certezza è una sola: a Mazzano un impianto di trattamento di rifiuti speciali da quasi 400mila tonnellate all’anno non lo vuole nessuno.

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