Bresciano rapito in Siria: mercoledì l’esecuzione?

Nuovi messaggi recapitati su Messenger all'ex moglie annunciano la fine di Sergio Zanotti. La Farnesina al lavoro per verificarne l'attendibilità e scongiurare il peggio.

Un sequestro “anomalo”, senza richiesta di riscatto, finalizzato al solo terrorismo. La vicenda che vede come protagonista il bresciano, originario di Marone, Sergio Zanotti nelle ultime ore è tornata alla ribalta della cronaca a causa dei nuovi messaggi recapitati all’ex compagna e del video caricato su Youtube da un utente che si chiamerebbe Abu Jihad.

Sergio Zanotti è stato rapito in Turchia ad aprile 2016. Da allora più volte i suoi rapitori hanno pubblicato video e spedito messaggi, tramite Messenger, all’ex moglie e alla famiglia. Gli ultimi sono arrivati venerdì notte, e sono già stati acquisiti - secondo quanto riferisce Bresciaoggi - dalla Farnesina che monitora da vicino, col massimo riserbo, la vicenda.   

Nei nuovi messaggi il bresciano classe 1960 indossa la casacca arancione dei condannati a morte della Jihad. Su un cartello sono scritte due date, una quella di nascita e l’altra probabilmente quella indicata per la possibile esecuzione: mercoledì 14 giugno. L’ex moglie e le figlie stanno percorrendo tutte le strade per far sì che l’uomo sia liberato: oltre ai rapporti costanti con Amnesty International, nei giorni scorsi le donne si sono rivolte a Papa Francesco, al quale hanno scritto una lettera. 

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