Schiacciato tra due carrelli carichi di pietre, operaio perde la vita in azienda

La tragedia si è consumata sabato sera alla Dolomite Franchi di Marone: per l’uomo, un 61enne di Montisola, non c’è stato nulla da fare. I sindacati hanno proclamato lo sciopero fino a lunedì.

La dolomite Franchi di Marone

Stritolato tra due carrelli carichi di pietre: è morto così Amos Turla, operaio di Montisola di 61 anni. L’infortunio mortale è avvenuto sabato sera alla Dolomite Franchi di Marone, azienda storica del Sebino, fondata un secolo fa. 

A quanto pare, l’uomo, addetto al reparto mattoni, stava lavorando in una zona del padiglione ad altissima automazione e solitamente inaccessibile ai lavoratori, a causa dell’elevata pericolosità. Saranno le indagini dei carabinieri di Chairi e degli ispettori dell’Ats a chiarire l’esatta dinamica della tragedia e ad appurare se l’incidente mortale sia dovuto a una falla nel sistema di sicurezza della fabbrica o a un errore umano.

L’allarme è scattato attorno alle 19.30, quando i colleghi del 61enne si sono accorti dell’accaduto: sul posto è immediatamente arrivata un'ambulanza della Croce rossa di Palazzolo e l'eliambulanza partita da Brescia. Nonostante gli sforzi dei rianimatori, per il 61enne non c’è stato nulla da fare. Il corpo senza vita del lavoratore, incastrato tra i due carrelli, è stato liberato dai Vigili del Fuoco e poi trasportato all’ospedale di Iseo dove saranno effettuati ulteriori accertamenti medico-legali.

Sotto shock i lavoratori dell’azienda di via Zanardelli. I sindacati hanno proclamato immediatamente uno sciopero di oltre 24 ore: le braccia resteranno incrociate fino all 14 di lunedì.

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Amos Turla era conosciutissimo a Montisola: cugino di primo grado del sindaco Fiorello Turla, era diacono e sagrestano della chiesa parrocchiale di Siviano e del santuario della Madonna della Seriola.  L’uomo, prossimo alla pensione, lascia la moglie Patrizia e la figlia Erica.

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