"Pasini era in trance quando l'ha uccisa: non era né lucido, né tranquillo"

Secondo il difensore, Fabrizio Pasini, reo confesso per l'omicidio di Manuela, non era né lucido, né tranquillo

"Pasini era in trance al momento dell'omicidio": a dirlo è l'avvocato Pietro Paolo Pettenadu, difensore del 48enne sindacalista reo confesso dell'omicidio di Manuela Bailo. Il legale di fiducia dell'uomo non concorda affatto con la tesi della procura, che starebbe lavorando per provare come il delitto sia stato premeditato.

Gli inquirenti ritengono che l'amante e collega della 35enne di Nave abbia avuto "una lucidità mentale in netta contrapposizione con l’ipotesi dell’incidente". Ben diversa la tesi del difensore dell'uomo riportata da Il Giorno, secondo cui Pasini, nei momenti successivi alla morte della giovane, non era né tranquillo né lucido. Il legale starebbe prendendo in considerazione la possibilità di rivolgersi al Tribunale del Riesame. 

L'accusa lavora per raccogliere prove che avvalorino la tesi della premeditazione, la difesa insiste invece sull'ipotesi del litigio finito in tragedia, come riferito dal 48enne sindacalista, sposato e padre di due figli, nella confessione resa agli investigatori. Manuela sarebbe stata spinta dalle scale al culmine di una lite scoppiata per futili motivi.

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