Il corteo antispecista contro il Mega Macello, per la liberazione animale

Quasi 200 persone hanno aderito alla manifestazione di protesta organizzata dal Coordinamento Contro il Mega Macello: "Vogliamo lanciare un appello, un grido per dar voce a chi non ne ha, a chi non ha modo di ribellarsi"

Questi qua fanno sul serio. E magari chi ha progettato, pensato e approvato il nuovo macello di suini Hamburger Pini prima o dopo dovrà cominciare a rifletterci. Quasi 200 persone hanno partecipato al corteo di protesta antispecista organizzato dal Coordinamento Contro il MegaMacello, un lungo percorso tra cartelli e striscioni, maschere e qualche canzone, partiti dall’uscita del casello autostradale di Manerbio per arrivare fino al centro della città, fino in Piazza Italia. La sfilata di protesta, contro quell’impianto di macellazione da 12mila capi al giorno. “Scegliamo il progetto del mega macello come simbolo – spiegano i ragazzi del Coordinamento – per denunciare quella che è la realtà dell’industria alimentare, affinché nessuno venga più rinchiuso dietro le sbarre di un allevamento, e perché non sorga più nessun macello. Né a Manerbio, né altrove”. Nelle ultime settimane è circolato in rete anche un video, non adatto ai deboli di stomaco ma che ben rende l’idea delle “normali tecniche di allevamento e detenzione per milioni di maiali nei Paesi civili”.

Una battaglia decisa, quella degli antispecisti, contro ogni prigionia, ogni forma di discriminazione e di dittatura, contro il sessismo, contro il fascismo. “Vogliamo lanciare un appello, un grido per dare voce a chi non ha, a chi non ha modo di ribellarsi perché prigioniero. Per tutte quelle vite che nascono nella schiavitù, nella prigionia degli allevamenti, solo perché appartengono ad una specie diversa dalla nostra, e che l’essere umano etichetta come da reddito, da carne, trasformati in merce di consumo”.In fondo sono animali, proprio come noi: “Non si tratta di prodotti, non si tratta di cibo. Si tratta di vite, di individui, di essere viventi unici e senzienti, che con noi umani condividono più di quanto spesso si voglia credere”.


Una scelta di vita, quella antispecista, una scelta che parte dal rifiuto del consumo di carne e derivati animali (latticini e uova), l’opposizione ad ogni tipo di sfruttamento. In difesa di “tutti quegli individui, appartenenti a qualsiasi specie”, che oggi e forse anche domani “vivono e vivranno prigionieri, uccisi in nome di un’industria alimentare insanguinata”.

Si ringrazia Francesca Torricelli per la preziosa collaborazione - Tutti i diritti riservati

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