A Mairano il presepe e il parroco viaggiano sul carro funebre

Il gesto provocatorio di Don Alessandro Lovati: "Prima la gente si toccava, adesso si ferma a fotografare. Bisogna andare oltre alle superstizioni"

Il presepe nel carro funebre © Bresciatoday.it

È decisamente un presepio insolito. Senza ombra di dubbio originale e destinato a non rimanere inosservato. Stando a quanto racconta il parroco di Pievedizio di Mairano, sarebbe anche il più fotografato. Certo non capita proprio tutti gli anni di vedere la Natività viaggiare all’interno di un carro funebre allestito e illuminato a dovere.  La bizzarra idea porta la firma di Don Alessandro Lovati, che da un paio di mesi si muove proprio a bordo di un vecchio carro funebre donatogli da un privato.

“Da quando mi sposto con quello arrivo sempre in anticipo agli appuntamenti - racconta il parroco -. Tutti si fermano per farmi passare e per compiere i classici gesti scaramantici, toccandosi le varie parti del corpo. Mi sono reso conto che la morte viene vista come una cosa macabra, non se ne vuole parlare, ma con tutte le tragedie che ci colpiscono ogni giorno è un tema attuale e bisogna andare oltre alle superstizioni. Io ho voluto dare un messaggio di speranza rappresentando la Natività nel carro funebre. Perché la nascita di Gesù è l’aspetto più bello del messaggio cristiano: Dio che si rende presente sulla terra tramite suo figlio".

Un messaggio di speranza, ma anche un modo per difendere le tradizioni cristiane, oltre che per provocare e scuotere le coscienze dei fedeli: “Non comprendo questa follia di voler calpestare le radici cristiane - osserva Don Alessandro -, di rifiutare il presepe. Che male può fare? Non inneggia certo alla guerriglia, al contrario la nascita di Gesù è un messaggio d’amore universale che porta la pace in terra a tutti gli uomini di buona volontà. La nascita di Gesù non ha effetti collaterali e le tradizioni vanno difese, anche attraverso messaggi forti e provocatori come quello che ho scelto io.”

Pare che nella frazione di Mairano non sia ancora lamentato nessuno: "Ma, anche se fosse, non me ne fregherebbe nulla - spiega il parroco, mettendo le mani avanti -  io sono uno spirito libero e non devo piacere alla gente.” Dopo la Natività, toccherà alla statua della Madonna di Lourdes viaggiare sul retro del carro funebre “per ricordare a tutti gli ammalati che esiste una dimensione spirituale, che c’è vita anche dopo la morte”.

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