Incassa i soldi dei buoni mensa ma non li versa al Comune: patteggia un anno e dieci mesi

Il denaro trattenuto è stato poi interamente versato al Comune, ma la condanna per peculato era inevitabile. Pena sospesa.

I genitori acquistavano i buoni per la mensa dei loro figli nell'esercizio adiacente alla scuola, lei incassava il denaro su mandato dell'Amministrazione ma non lo girava sul conto del Comune. Scoperto - dopo mesi - l'ammanco, la donna non ha potuto che ammettere le proprie colpe. La conclusione del procedimento penale è giunta venerdì, con il patteggiamento a un anno e dieci mesi di pena, ovviamente sospesa. 

La storia arriva da Mairano, nella Bassa, e vede come protagonisti da un lato la ex titolare del bocciodromo - l'Amministrazione da fine anno 2017 sta faticosamente cercando di trovare un nuovo gestore per il servizio - dall'altro l'Ente. Tutto è partito nell'anno scolastico 2016-2017, quando la titolare del locale ricevette l'incarico di riscuotere i pagamenti dei buoni mensa. 

L'ammanco di circa 24mila euro venne scoperto addirittura cinque mesi dopo i primi incassi, solo a gennaio 2017, da allora il Comune cercò di recuperare la somma, prima "bonariamente", dopo attraverso vie legali con una denuncia-querela per peculato. Dopo aver versato il dovuto, ieri la donna ha potuto patteggiare la pena. 

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