Cromo esavalente nel fiume, disastro sfiorato: denunciato imprenditore

Denunciato l'imprenditore bresciano (che rischia fino a 2 anni di carcere) titolare della ditta che ha sversato del cromo esavalente nel torrente Gobbia a Lumezzane

Il punto di prelievo dei Carabinieri Forestali © Bresciatoday.it

Cromo esavalente nel fiume, blitz dei Carabinieri Forestali dopo le segnalazioni dei cittadini: sono già stati individuati i responsabili, che ora rischiano fino a 2 anni di carcere e 26mila euro di multa. E' successo a Lumezzane: i militari, giunti sul posto insieme ai tecnici di Arpa e Ats, hanno verificato lo sversamento nel torrente Gobbia, fuoriuscito da uno scarico di Via Seneci.

Il cromo esavalente, ricordiamo, è un metallo che viene utilizzato nell'industria per le sue proprietà antiruggine: è un potente cancerogeno, attivo anche a concentrazioni molto basse, e può provocare tumori delle vie aree, dei polmoni e dello stomaco. Se sversato in un corpo idrico superficiale, lo si può poi ritrovare o nella falda sottostante o in altri corpi idrici, anche a distanza di tempo.

Un robot per trovare i responsabili

L'area è stata messa in sicurezza per poter avviare le delicate operazioni dei carabinieri, che grazie a un robot capace di muoversi all'interno delle tubazioni sono riusciti a ricostruire il cammino del pericoloso fluido. Prima è stata individuata una fossa biologica interrata, e poi un pozzetto di acque meteoriche direttamente collegate alla stessa, posto all'interno di una ditta galvanica.

Gli accertamenti in azienda hanno confermato la presenza di cromo esavalente nel pozzetto e nella condotta che lo collegava alla fossa: l'intero sistema di scarico della ditta è stato posto sotto sequestro, e il titolare – come detto – denunciato per smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. A margine della brillante operazione, anche il ministro dell'Ambiente Sergio Costa si è voluto complimentare.

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Le parole del ministro Costa

“Ringrazio i cittadini e i carabinieri – scrive il ministro su Facebook – Grazie alla loro attenzione è stato arginato un danno ambientale e sanitario che avrebbe potuto essere ben più grande. La giustizia ora farà il suo corso e chi ha provato ad attentare all'ambiente dovrà vedersela in un'aula di tribunale. Spesso si rimane increduli di fronte a questi atti criminali: purtroppo nella via vita ne ho viste di tutti i colori, ma ogni volta la rabbia che provo è la stessa”.

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