Maxi-sequestro da 130mila metri quadri: rifiuti tossici, falda contaminata

Solo poche ore fa il blitz dei carabinieri forestali: sequestrata a Lonato un'area da circa 130mila metri quadrati, cinque persone indagate

Tecnici Arpa il giorno del sequestro © Bresciatoday.it

Un nuovo e doppio maxi-sequestro nelle ex cave al confine tra Lonato e Desenzano, quelle dove sarebbero dovuti sorgere i cantieri della Tav (da qualche settimana, spostati altrove): i carabinieri forestali di Salò, coordinati dal comandante Giuseppe Tedeschi, hanno posto i sigilli a due terreni per complessivi 130mila metri quadrati. Cinque le persone iscritte nel registro degli indagati, accusate di concorso in discarica abusiva e inquinamento ambientale: tra loro anche i noti imprenditori Bernardo, Giovanni, Marco e Stefano Vezzola, i proprietari dei terreni.

Inquinanti nel terreno

Le ultime analisi effettuate da Arpa avrebbero confermato la presenza di inquinanti sia nell'area del laghetto delle cave (circa 30mila metri quadrati) sia negli spazi dell'ex cava Traversino, dove sono stati sequestrati circa 100mila metri quadrati di terreno. Nel primo caso sono stati recuperati inerti e materiale edile, lamiere e metalli, plastica e calcestruzzo. Quando in quel laghetto si sarebbero potuti interrare solo con terre e rocce da scavo certificate.

Una bonifica da 5 milioni

Peggio ancora negli spazi dell'ex Traversino, dove tra l'altro da anni pende un procedimento di bonifica (da circa 5 milioni di euro) mai portato a termine: sotto l'erba verde “scorre” una discarica ormai chiusa dal 1982. E al cui interno si celerebbero ancora materiali e rifiuti pericolosi: tracce di metalli pesanti, pneumatici, scorie di acciaieria, olii esausti. Sotto terra sarebbero tombati più di 400mila metri cubi di rifiuti.

“Falda a rischio contaminazione”

Materiali che con il passare degli anni potrebbero aver compromesso anche la falda: “Ben più critica – scrivono i carabinieri in una nota – la situazione dell'ex Traversino, dove i rifiuti pericolosi interrati poggiano direttamente sulla falda acquifera, con possibili contaminazione della matrice ambientale sotterranea”. Tra gli inquinanti purtroppo già rilevati ci sarebbero arsenico, alluminio, dicoloropropano, manganese, triclorometano, elementi radioattivi.

Le due zone nuovamente poste sotto sequestro erano già state sequestrate una volta, e poi temporaneamente dissequestrate solo qualche settimana fa. Ma le indagini sono andate avanti, fino alle ultime evidenze. Un'inchiesta che era cominciata con il sequestro del cantiere della passeggiata a lago di Lugana Marina, a Sirmione. Carte e accertamenti hanno percorso chilometri e chilometri, fino a fermarsi a Lonato.

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